Alitalia, martedi deciderà il governo
ROMA. La crisi di Alitalia sta seriamente preoccupando il governo che ha però deluso le attese di quanti speravano in un segnale concreto già dal consiglio dei ministri di ieri. «Stiamo lavorando alla situazione di Alitalia. C'è assolutamente la necessità di stringere i tempi, però la soluzione non è facile» ha assicurato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel corso della riunione di governo, infatti, il premier si sarebbe soffermato ad evidenziare ai ministri la gravità della situazione, auspicando una rapida soluzione. L'urgenza di un rapido intervento sull'aviolinea è stata d'altra parte sottolineata anche dal ministro per le Riforme, Umberto Bossi, che in modo molto diretto ha parlato di ipotesi di fallimento. «Se si va avanti cosi tra sei mesi l'Alitalia porta i libri in Tribunale».
«Serve coraggio, bisogna fare scelte subito anche se un pò dolorose. Meglio un dolorino oggi che un dolore grande e la chiusura dell'azienda domani» ha sostenuto il leader della Lega evidenziando i problemi di Malpensa e criticando il piano industriale messo a punto dal management della compagnia. «La situazione economica va male e poi non c'è un progetto. Bisogna cambiare, l'Alitalia non ha un progetto che vada oltre i 6 mesi» ha infatti sostenuto, preannunciando poi un intervento del governo: «bisognerà - ha detto - fare delle riunioni e assumersi le proprie responsabilità perchè lasciata a se stessa l'Alitalia tra sei mesi porta i libri in Tribunale».
Una riunione di governo, in effetti, è stata anche annunciata, al termine del consiglio, dal ministro per l'Innovazione Stanca. Un vertice di governo con Berlusconi sulla crisi Alitalia - ha detto - si terrà martedi prossimo.
Se cosi sarà, tuttavia, il summit su Alitalia arriverà il giorno dopo il consiglio di amministrazione di Alitalia, convocato per lunedi pomeriggio. Da giorni il management della compagnia sta cercando di ottenere indicazioni dal governo per sapere come procedere sull'implementazione del piano industriale che, per la parte concernente i 2.700 esuberi, è stato sospeso da fine dicembre. La sospensione di tutte le misure che attengono l'occupazione e il costo del lavoro, d'altra parte, è scaduta dal 31 gennaio e, in teoria, la compagnia già ora potrebbe partire con l'allontanamento del personale.
I sindacati sono in allerta. E tutto il comparto aereo ha proclamato una giornata di sciopero generale per protestare anche contro la latitanza del governo.
I sindacati, ora, attendono con preoccupazione la riunione del cda di lunedi per vedere come affronterà la questione degli esuberi. Indiscrezioni dei giorni scorsi preannunciavano una via libera del governo ad un piano esuberi più morbido, con cassa integrazione per un limitato periodo di tempo. Solo il governo può mettere in campo gli ammortizzatori sociali. E' prevedibile, quindi, che in attesa delle decisioni del governo anche Alitalia decida di attendere, tenendo lunedi un cda interlocutorio.
Intanto il commissario europeo Mario Monti, dopo il si a Klm-Air France, ha annunciato tempi rapidi per il via libera all'alleanza fra Alitalia e Air France, alle quali ha chiesto condizioni per alcune rotte.