Tutti i politici nella ragnatela di Tanzi


ROMA. Silvio Berlusconi, Romano Prodi. E altre decine di nomi in quella che il quotidiano La Repubblica, che venerdi ha pubblicato ampi stralci dei verbali secretati di Calisto Tanzi, ha definito una «ragnatela»: dall'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro a Gianfranco Fini e Massimo D'Alema, da Pierferdinando Casini a Pierluigi Castagnetti, da Umberto Bossi e Gianni Alemanno ai vertici della Guardia di finanza (da Nicolò Pollari a Francesco D'Insanto), a Lamberto Dini, Marco Minniti, Bruno Tabacci, Renzo Lusetti.
Senza dimenticare gli ex protagonisti della politica, come Ciriaco De Mita, Giovanni Goria, Riccardo Misasi ed Enzo Scotti.
L'attività di lobbying del gruppo di Collecchio, secondo le parole dello stesso Tanzi, è sempre stata intentissima. Molti scambi di favori, qualche finanziamento a quotidiani di partito o editati in cooperativa, come il Manifesto. Ma, per ora, nessun reato. Almeno stando anche alle dichiarazioni del legale dell'ex patron, Fabio Belloni, che ieri si trovava a Parma per il primo interrogatorio del suo assistito dai pm della città emiliana: «Da quanto ho visto non mi pare di aver letto notizie di reato».
Ben diverso il discorso per gli istituti di credito, chiamati in causa in modo pesante da diversi indagati. I pm romani che stanno indagando sulla vicenda Cirio hanno intenzione di ascoltare l'ex direttore finanziario Fausto Tonna, soprattutto sul ruolo del presidente di Capitalia, Cesare Geronzi. Al centro delle indagini c'è sempre di più la vicenda della cessione di Eurolat dal gruppo Cirio a Parmalat: un'operazione cruciale per l'istituto di credito della capitale che ha assunto il ruolo di regista, sia per gli aspetti finanziari sia per le pressioni che sarebbero state effettuate sulla Parmalat affinchè acquistasse l'holding lattiera di Cragnotti ad un prezzo eccessivo, considerato dai vertici di Collecchio. Per finanziare l'acquisto, che ha comportato il pagamento in contanti di decine di milioni di euro che sono finite nelle casse di Capitalia, Parmalat emise un consistente bond con l'assistenza della stessa banca. Il commissario straordinario Enrico Bondi sta intanto mettendo a punto il nuovo piano industriale che dovrebbe essere presentato, insieme agli ultimi dati sui conti reali del gruppo, alla commissione d'indagine parlamentare. Sono numerosi i casi di crisi, soprattutto delle controllate sud americane del gruppo: la filiale messicana di Parmalat rischia il fallimento per il blocco dei fondi mentre il nuovo management nominato da Bondi sta cercando di mettere a punto un piano di salvataggio per le attività del Brasile. La prossima settimana si preannuncia al fulmicotone sul fronte politico per una raffica di audizioni da parte della commissione sul risparmio: lunedi sarà la volta delle organizzazioni sindacali, martedi toccherà al presidente dell'Ania e al sottosegretario Vietti. Giovedi davanti alla commissione del Senato arriveranno i presidenti di Banca Intesa, Giovanni Bazoli, e di Capitalia, Cesare Geronzi. Venerdi, infine, il commissario straordinario Bondi insieme al presidente di San Paolo Imi, Rainer Masera, e di Unicredito, Carlo Salvatori.

Andrea Carli