Ficarra & Picone show

VIGEVANO. Uno dei momenti più divertenti di 'Zero a Zero", programma di Raitre registrato nel 1999 a Conversano, vedeva come protagonisti due calciatori dell'Inter dall'inconfondibile accento siciliano. Ne erano interpreti i semi-sconosciuti Salvo Ficarra e Valentino Picone. Qualche anno dopo quell'esperienza, i due comici palermitani, ottenuta la notorietà dividendo la loro attività tra tv, teatro e cinema, sono diventate due colonne imprescindibile di 'Zelig".
Costituiscono una coppia di talenti straordinari, che fanno un cabaret giocato tutto su dialoghi esilaranti, personaggi surreali, battute al fulmicotone, espressioni stralunate, spaziando dalle battute classiche alla satira politica con sortite piazzate qua e là, quasi con distacco.
Le loro migliori performances adesso sono raccolte in 'Diciamoci la verità", dove, ovviamente, non poteva mancare il loro sketch più famoso, quello incentrato su due siciliani stanchi, sempre a rischio di trovare un'occupazione, che fanno emigrare il figlio in Africa del Nord perché tanto li il lavoro non c'è e non arriverà per almeno altri venticinque anni: un vero porto franco per chi è allergico alla fatica.
«Ahi! Ahi! Ahi!», geme il barcollante e stralunato Ficarra, mentre trascina una sedia in un crescendo di lamenti. Percorso il breve tragitto che li separa con passettini da malato cronico, si siede accanto al compagno. «Stanco?» chiede Picone. «No, oggi no!» risponde lui. E via con una raffica di gag.
Alle osservazioni di questi nullafacenti eroi della chiacchiera persa che applicano il loro modo di ragionare strampalato su un ampio ventaglio di temi, si affiancano gli straordinari siparietti che girano intorno alle tresche meschine che due compari mettono in atto intorno al nascente ponte sullo Stretto di Messina, su cui verranno piazzati autogrill, pizzerie, un fast food, un ospedale ed un asilo nido.
Perché ci sono figli, nipoti e parenti da far lavorare. E poi, per chiarire l'intera faccenda, il ponte sarà «cosa mia, cosa tua ma soprattutto 'cosa nostra"».
Nel progetto, che prende forma un po' alla volta, c'è spazio per la collocazione, a scopo turistico, di uno dei templi di Agrigento (ma è un rischio, perché se gli agrigentini se ne accorgeranno, vi costruiranno attorno un villaggio abusivo, attualmente non previsto nel disegno).
Sul ponte ci abiteranno 30 mila persone, e la capitale verrà chiamata Pontida, giusto per consentire ai due di ironizzare sulle polemiche leghiste contro una loro esternazione televisiva.
Ma la coppia di comici riserva anche altre finezze interpretative: dalle esilaranti incomprensioni tra due improbabili amici - con uno che deve rivelare all'altro, gelosissimo e protettivo, di essere, da un paio d'anni, il fidanzato di sua sorella, che ha deciso di mollare - alla ripresa dei duetti dei calciatori interisti alle prese con i dilemmi di eterni titolari di panchina che progettano cose assurde ed inverosimili fino alla conclusione 'gaberiana", che propone il confronto fra Ficarra, orgoglioso di essere siciliano, e Picone, che invece se ne vergogna.
«Da noi è nata la civiltà» sostiene il primo. «Da noi è anche nato Emilio Fede» replica il secondo. (f.cor.)


DICIAMOCI LA VERITA' di e con Ficarra & Picone. Oggi (ore 21) al Teatro Cagnoni di Vigevano.