Nelle tv locali lombarde tanti programmi vivaci ma la metà è pubblicità

MILANO.Le televisioni locali della Lombardia fanno programmi originali e interessanti, che a volte insidiano anche il primato delle emittenti nazionali. Però più del 50% del loro palinsesto è occupato da pubblicità e televendite. Sono questi in estrema sintesi i risultati dello studio sulla «Programmazione delle emittenti televisive locali lombarde» commissionato all'Osservatorio di Pavia dal Comitato regionale per le Comunicazioni (Corecom), che è l'emanazione regionale dell'authority sulle comunicazioni. Sono stati preso in esame i programmi trasmessi fra le 7 e le 23 nella settimana fra il 12 e il 18 ottobre dalle maggiori emittenti locali (Antenna3, Telelombardia, Telenova e Telereporter/Canale7) facendo un'analisi sia quantitativa sia qualitativa. «Solitamente dalle ricerche sulle televisioni locali emergono palinsesti molto diversi da quelli nazionali e particolarmente poveri - ha spiegato Monia Azzalini, responsabile della ricerca - ma in Lombardia abbiamo trovato emittenti e trasmissioni interessanti con alcuni modelli televisivi ormai superati da Rai e Mediaset, e altri molto innovativi. Telelombardia ad esempio punta molto sul nuovo e ha buoni risultati con punte di ascolti molto alte».
Telenova, invece, ha un'attenzione particolare per i bambini, e ha stretto un contratto con il canale satellitare Fox Kids per trasmettere i loro cartoon.
Antenna 3 riesce ad alternare con grande equilibrio informazione e intrattenimento, mentre Telereporter, che fa parte del circuito nazionale Odeon, punta in particolare sull'informazione. Ma il successo delle tv locali, secondo Azzalini, dipende anche dalla grande interattività con gli spettatori, che va dalla possibilità di inviare e-mail a quella di telefonare o intervenire in studio.
«Il punto debole delle tv locali - ha aggiunto Maria Luisa Sangiorgio, presidente del Corecom - è che dedicano uno spazio consistente alla pubblicità, che fra le 7 e le 23 supera il 50% del totale». E sulla pubblicità il Corecom è già intervenuto: perchè dopo le 23 i programmi, anche pubblicitari, non siano troppo «arditi» e perchè sia chiara la differenza fra i programmi di informazione e quelli di comunicazione politica.