Pensioni, ora il governo offre le quote
ROMA. E' quota 96 la nuova proposta del governo sulle pensioni. Dove 96 è il mix fra età contributiva e anagrafica. Le quote vanno bene alla Margherita e alla Cisl, non vanno giù alla Cgil. Inserirle nella proposta significa mettere le basi per rompere il fronte del no e, soprattutto, dividere i sindacati.
La proposta del governo, comunque, «avrà tempi strettissimi» assicura il sottosegretario alla Previdenza, Pasquale Viespoli. «Noi pensiamo - dice Savino Pezzotta, leader della Cisl - al sistema delle quote, ma non abbiamo ancora formalizzato la proposta per non rompere con la Cgil».
Roberto Maroni, ministro del Lavoro, spiega che «per la prima volta c'è in campo una proposta alternativa che viene non dai sindacati, non dall'opposizione, ma dalla maggioranza». Che poi sarebbe come dire che la maggioranza ha cambiato idea.
Rocco Buttiglione, ministro delle Politiche comunitarie, è più sottile nel ragionamento e cavalca le divisioni nei sindacati e nell'opposizione: «La strada maestra passa per il progetto nato in ambienti sindacali, ripreso coraggiosamente da Rutelli e guardato con simpatia da esponenti della Casa delle libertà come Alemanno e D'Antoni». Fausto Bertinotti, Rifondazione, fiuta la pista delle divisioni e ci si infila: «Il governo è in grave difficoltà - dice - o siamo in grado di fare una opposizione radicale che costringa il governo a rinunciare, oppure le divisioni passeranno nelle opposizioni con gravissimo danno nel momento in cui si potrebbe vincere una battaglia».
Per una formalizzazione della proposta mancano i dati della Ragioneria generale dello Stato, avuti quelli ci sarà la presentazione dell'emendamento in commissione Lavoro al Senato, un nuovo parere della Bilancio (ieri ha fornito quello sulla vecchia proposta, destinato a diventare inutile), poi ci saranno i nuovi subemendamenti quindi si potrà partire con le votazioni. Nel frattempo chiusura del confronto con i sindacati. L'incontro fissato per lunedi potrebbe slittare di nuovo.