Primavisione: le novità del grande schermo
PAVIA.«Dicono che io sia un esperto di donne giovani. Forse perché le frequento da più di quarant'anni» ghigna Jack Nicholson, discografico di successo che frequenta solo signor e under 30 'per viaggiare leggero".
Mal gliene incoglie. Nel giro di poche scene il vecchio dongiovanni perde fascino, successo, leggerezza, per ritrovarsi sul terreno sconosciuto ed infido dell'amore. Colpito da infarto mentre amoreggia con la fanciulla al piano di sopra, viene ricoverato in ospedale dove trova molto attraente Diane Keaton, commediografa divorziata ultra50enne con fisime da intellettuale.
E qui iniziano i guai.
Perché anche il giovane dottore Keanu Reeves si innamora della signora e inizia a farle una corte serrata...
Pensato come una tradizionale sophisticated comedy, il film di Nancy Meyers dal titolo 'Tutto può succedere" non può certo vantare un copione inventivo. E', infatti, solo l'età dei personaggi a suggerire la drammaturgia. E diverse gag memorabili.
Questa settimana è arrivato sugli scherma pavesi anche 'Barzellette" dei fratelli Vanzina, che mettono nuovamente in commedia costumi e malcostumi d'Italia, aggiornando, reinventando, ibridando vecchie ricette del cinema popolare con gli attori - Proietti Carlo Buccirosso, Enzo Salvi, Biagio Izzo, i Fichi d'India, Max Giusti, Chiara Noschese e Vito - che si trasformano in personaggi diversi per interpretare una settantina di storielle.
Si parte da un teatro affollato da truppe austroungariche per finire in Spagna con i toreri, dsi va al Polo Nord con gli esquimesi e nella Roma del Cinquecento con Michelangelo, in Inghilterra con la Regina Elisabetta.
Il contenitore è discontinuo. Ma talvolta irresistibile.
Infine, c'è 'Amore senza confini" di Martin Campbell con Angelina Jolie nel ruolo di un'americana ricca e innamorata del marito, il cui piccolo mondo viene sconvolto quando il dottor Clive Owen si intrufola in un ballo di beneficenza per rivolgere un accorato appello contro la politica governativa inglese che lascia morire di fame migliaia di bambini.
Colpo di fulmine per entrambi, e lei che abbraccia la causa e parte per l'Etiopia con lui.
Per poi passare dall'Africa riarsa e perennemente assetata e affamata alla crudele Cambogia dei Kmer Rossi fino al panorama freddo e desolato della Cecenia, tutti paesaggi travolti dalla guerra che nella violenza spezza la vita dei più inermi. Il film trabocca di cliché e di immagini 'turistiche" che sono però valorizzate da un'ottima fotografia. (f. cor.)