Tutti i medici pronti allo sciopero: non ci serve un ministro sindacalista

ROMA.Domani sciopero generale dei medici ospedalieri, ministeriali, veterinari, farmacisti, fisici, chimici, biologi, psicologi e amministrativi, che farà saltare almeno 90 mila interventi già programmati. In pratica ospedali fermi. Ma fa discutere la lettera aperta del ministro della salute Girolamo Sirchia inviata al Corriere della Sera in cui sottolinea di essere dalla parte dei camici bianchi perchè «marginalizzati da un'aziendalizzazione che ha portato alcuni effetti negativi, come il rischio di ingerenza della politica nella sanità pubblica».
«Conosco bene - dice Sirchia - le difficoltà che i medici affrontano ogni giorno, nei diversi ambiti collegati alla professione, il loro malcontento nell'essere stati marginalizzati e sottoposti interamente al potere amministrativo di Asl e ospedali. Ma la sanità è una cosa seria che non si può lasciare solo nelle mani dei manager. E l'economicismo in sanità oltre che ai medici nuoce ai pazienti. Negli ultimi 10 anni è progressivamente cresciuto nel Servizio sanitario nazionale il concetto thatcheriano di aziendalizzazione degli ospedali e delle Usl, che sono ora anomale aziende governate da un direttore generale totipotente nominato dalla Regione».
«Le critiche al sistema sono proprie di un medico-sindacalista non del ministro della Salute che avrebbe già dovuto modificare la legge 229 di riforma della sanità e che non lo ha fatto», replica Stefano Biasioli, segretario nazionale della Cimo-Asmd criticando il ruolo del ministro della Salute.
«Sirchia potrebbe dimettersi dall'esecutivo di cui fa parte che raziona le risorse, provoca impoverimento, si sta attivando per creare la devoluzione di Bossi per farla passare in Parlamento. Se Sirchia è dalla nostra parte vuol dire che è in contrasto con l'esecutivo. I medici non hanno bisogno di un ministro sindacalista: sta facendo il demagogo cercando di captare la nostra benevolenza, le nostre idee le abbiamo espresse indipendentemente con le nostre azioni», ha aggiunto Serafino Zucchelli, segretario nazionale dell'Anaao-Assomed. Insomma «non abbiamo bisogno di dichiarazioni demagogiche. Faccia i conti con il suo esecutivo. Si prenda la briga di raccontarle in Consiglio dei Ministri e di contrastare gli atteggiamenti di Tremonti e di Bossi: solo allora sarà al nostro fianco».
«Sirchia è come dottor Jekyll e mister Hyde: dichiara solidarietà alla protesta dei medici ma finora non ha fatto altro che esasperare i professionisti e mortificare la sanità pubblica». Lo ha affermato Rosy Bindi, ex ministro della sanità dell'Ulivo.
«Ci aspettavamo l'attacco allo stato sociale - osserva ancora la Bindi - ma la realtà ha superato le nostre preoccupazioni. La verità è che il governo Berlusconi sta preparando la strada per liquidare il servizio sanitario nazionale ed introdurre un sistema assicurativo». (a.g.)