Uccisa la bimba rapita, shock in America
NEW YORK. Il cadavere di Carlie Brucia è stato trovato. Era in mezzo ad un prato dietro ad una chiesa a pochi chilometri di distanza dall'autolavaggio dove fu sequestrata domenica scorsa. La polizia ha trovato il corpo della bambina nella notte fra giovedi e venerdi e subito lo stato di fermo di Joseph Smith(foto) è diventato un arresto con l'accusa di sequestro e omicidio. Enorme l'impressione in America. Si è conclusa cosi in poco più di cento ore la tragica vicenda della biondina di undici anni, rapita nel tardo pomeriggio di domenica.
Smith aveva confessato a qualcuno di aver rapito e ucciso la ragazzina, prima che ne fosse scoperto il cadavere. E' quanto emerge da un rapporto di quattro pagine sul delitto, che la polizia di Sarasota ha diffuso ai media. Nel rapporto non viene svelata l'identità della persona che ha raccolto la confessione di Smith e che ha poi condotto la polizia sul luogo dove si trovava il cadavere. Smith è stato incriminato per omicidio di primo grado: per la legge della Florida significa che gli inquirenti ritengono che il suo sia stato un delitto premeditato. «Questa indagine non è finita, continueremo a lavorare», ha detto lo sceriffo Bill Balkwill, senza precisare se gli investigatori sospettino la presenza di eventuali complici, che per il momento non sembra però emergere dagli atti dell'inchiesta.
Domenica scorsa Carlie stava tornando a casa e aveva preso una scorciatoia. Niente di insolito nè di particolarmente pericoloso: la bambina aveva semplicemente deciso di passare dietro ad Ediès, un autolavaggio nei pressi di dove abitava, a Sarasota in Florida. È stato li che uno sconosciuto si è avvicinato, le ha detto poche parole e l'ha subito afferrata per un braccio e trascinata via. Cosa sia successo dopo forse non si saprà mai. La sequenza del sequestro era stata ripresa da una telecamera di sicurezza che il proprietario di Ediès Auto Wash aveva installato per proteggere i suoi dipendenti da occasionali accuse di avere sottratto oggetti dalle auto da lavare. La telecamera ha portato nelle case di milioni di americani la sconvolgente vulnerabilità dei bambini non accompagnati da adulti.
Il trentasettenne Smith, se sarà trovato colpevole, rischia l'esecuzione. In Florida infatti esiste ancora la pena di morte mediante la sedia elettrica e per crimini contro i bambini la pena capitale è quasi certa. Smith insiste nel non parlare. Non aiuta gli inquirenti e non rivela che cosa lo abbia spinto a commentare un crimine cosi atroce. Nè tanto meno fa sapere che cosa abbia fatto subire a Carlie prima di ucciderla.
La polizia ha concluso che la bambina è stata ammazzata nelle prime quarantott'ore di prigionia. Il meccanico trentasettenne infatti era stato bloccato da un poliziotto martedi sera, dopo che aveva avuto oltre 36 ore per condurre a termine il suo orrendo crimine. La marca della sua auto coincideva con quella che alcuni testimoni oculari avevano visto vicino all'autolavaggio e poco per volta il cerchio ha cominciato a chiudersi intorno a Smith.
Il passato dell'uomo è inquietante. Era già stato arrestato una dozzina di volte, nel 1997 in particolare l'accusa era stata proprio quella di sequestro di persona. Aveva tentato di costringere con la forza una ragazza a salire sulla sua vettura: l'aveva minacciata con un coltello dicendole che l'avrebbe uccisa. Smith era stato processata ma il caso era stato archiviato e Smith trovato non colpevole.