Fronte del Po, una svolta storica
PIEVE DEL CAIRO. Quaranta sindaci della Lomellina, Oltrepò, Pavese e Lodigiano facenti parte dell'associazione 'Acqua Benessere Sicurezza" hanno contestualmente incontrato a San Colombano al Lambro i vertici dell'Autorità di Bacino per il Fiume Po: un summit storico che per la prima volta ha messo a confronto, ad un unico tavolo di trattative, gli enti locali e la massima istituzione che governa dal punto di vista geopolitico l'intero asse del fiume. Merito della coralità delle voci che hanno finalmente trovato un'unica assonanza in grado di far presente le esigenze del fiume e di chi lo vive.
Associazione di cui è presidente il sindaco di Arena Po, Siro Lucchini, e coordinatore dell'Alto Po l'asesssore all'ambiente di Sannazzaro, Giovanni Magnani.
Finalmente i Comuni, in materia di sicurezza e di 'rivalorizzazione" del territorio padano hanno potuto far sentire la loro voce. Non a caso, i sindaci hanno presentato le loro istanze; l'Autorità di Bacino le ha raccolte per poi analizzarle nella sede tecnica. Quindi arriveranno le risposte. Quali? Pieve del Cairo (ed il sindaco Antonio Ferrari ha ricordato come ad ogni piena del fiume metà paese finisca sott'acqua) attende dal 1901 un argine di protezione sino alla frazione Cascine Nuove; Sannazzaro (la relazione è stata presentata da Magnani) si è visto 'mutilare" dal Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI) dalla crescita economica ed edilizia metà del suo territorio comunale perché situato in golena; Pieve Albignola lamenta da sette anni la pulizia dell'alveo del Po e lo sfondamento di alcuni fondali troppo alti che annualmente determinano esondazioni distruttive; Gambarana e Suardi, con l'arrivo delle piene, si ritrovano le acque del fiume nei colatori fognari al centro del paese. Insomma, i sindaci presenti al summit hanno invocato interventi finalizzati a garantire la necessaria sicurezza del territorio. Di rimando l'Autorità di Bacino ha dimostrato la dovuta disponibilità, ha raccolto le istanze avanzate, ha confermato di voler aderire a periodici incontri con i sindaci dell'asse padano. Ma, a conti fatti, ha anche detto a chiare lettere che come spesso accade in questi ambiti 'la coperta è troppo corta" e c'è il rischio di favorire un comune a scapito di decine di altri. Ed allora? Acqua Benessere Sicurezza non vuole mollare la presa. Cosi i coordinatore dell'Alto Po, Giovanni Magnani: «Abbiamo finalmente sfondato una porta che era sempre rimasta chiusa. Tutti insieme possiamo far valere il nostro diritto alla sicurezza. L'Autorità di Bacino è stata propositiva, anche se realista. Occorre proseguire il cammino nelle sedi appropriate per costruire gli argini dove mancano e per mettere, con gradualità e determinazione, in sicurezza l'intero asse fluviale».
Paolo Calvi