«Il mio viaggio nell'inferno dei poveri»
GARLASCO. Ha incontrato ministri, vescovi cattolici e comandanti guerriglieri spostandosi in aereo a cavallo di Sudan e Kenya: nell'arco di 15 giorni, Claudio Zaninotto, presidente dell'associazione"Anthropos", ha cercato di capire come soccorrere le popolazioni della parte meridionale del Sudan (Sud-Sudan) afflitte da più di vent'anni di guerra civile. Il racconto di Zaninotto, non nuovo a iniziative di solidarietà a distanza ma anche sul campo, è intenso e appassionante.
Il presidente dell'associazione non governativa è appena rientrato a Garlasco dal nuovo programma umanitario. «Innanzi tutto, in vista della pubblicazione di un libro che sto scrivendo sulle guerre in Africa, mi interessava conoscere la condizione di una zona che non vede pace da generazioni - dice - Il Sud Sudan è un paese di popolazioni nere perseguitate dalle etnie musulmane del nord: in vent'anni vi sono stati due milioni di morti e quattro milioni di sfollati». Zaninotto ha toccato la mano la tragica realtà di migliaia di bambini-soldato: stupri, violenze, incendi di interi villaggi, schiavismo sono all'ordine del giorno. Ora, grazie alle pressioni internazionali, sta per essere firmata la pace tra il governo ufficiale di Khartoum e i guerriglieri dell'Esercito di liberazione del popolo del Sudan, guidato da John Garang. Proprio in vista della firma della pace, Zaninotto è sbarcato in Africa per prendere accordi ufficiali sia con il vescovo della diocesi cattolica di Rumbek, Cesare Mazzolari, che per diversi giorni lo ha ospitato in casa sua, sia con i dirigenti del Movimento di liberazione del popolo del Sudan. «Ho avuto un incontro il ministro della Sanità, Achol Marial, che ha rilasciato ad Anthropos un documento di gradimento per l'attività umanitaria che intendiamo svolgere a favore di quelle popolazioni. Cosa curiosa: in segno di riconoscenza per avergli fatto omaggio di un piccolo kit di oggetti da scrivania, mi ha promesso una capra da ritirare a casa sua, dalla sua prima moglie». In seguito, a bordo di un piccolo aereo Zaninotto è arrivato nel villaggio di Lokichokio, al confine con Uganda ed Etiopia, dove sono presenti in modo stabile i quartier generali delle Nazioni Unite, della Fao, dell'Unicef e di tutte le più importanti organizzazioni governative e non governative che da anni, con grossi aerei cargo, fanno la spola per lanciare sacchi di cibo («air dropping») sulla popolazione affamata dei territori sud-sudanesi. Poi la tappa di Rumbek, il villaggio che potrebbe diventare la capitale dello Stato del Nuovo Sudan. «Dopo essere atterrato in un luogo dove non esiste niente di ciò che noi riteniamo appartenere a un aeroporto, su una pista di terra battuta con qualche baracca in un angolo e un aereo andato a schiantarsi tra le piante due mesi or sono, ho avuto un lungo faccia a faccia con Daniel Deng, comandante dei guerriglieri ora a capo della regione amministrativa del Bahr El Gazal», racconta il presidente di «Anthropos». Le ultime tappe del viaggio sono state alcune missioni cattoliche, che insieme ad alcune organizzazioni umanitarie curano buona parte del sostegno scolastico e sanitario alle popolazioni del Sud-Sudan, e le baraccopoli («slums») di Nairobi, dove oltre un milione e 700mila persone vivono in condizioni igieniche pessime. «Un vero e proprio inferno» commenta. Infine, l'accorato appello per fare qualcosa in sostegno di questi milioni di persone che vivono quotidianamente in povertà. «Ora, Anthropos ha bisogno di molti amici, a partire dalle istituzioni cui chiederemo di collaborare in maniera concreta» conclude.
Umberto De Agostino