Otto ordigni scuotono Messina all'alba

MESSINA.Otto ordigni scuotono Messina. Sei bombole da gas di città, attivate da altrettanti timer, alzano il livello di allarme nella città dello Stretto. Tre sono saltate in aria, distruggendo una villa e due barche, mentre le altre cinque sono state disinnescate dopo essere state trovate inesplose. Dovevano deflagrare tutte contemporaneamente; i timer erano fissati allo stesso orario: le 4.30 di ieri mattina. Ed anche la mano che ha preparato gli ordigni è la stessa. Un'azione eclatante da parte della mafia del «pizzo» o il gesto di uno squilibrato con l'hobby degli attentati bomba? La pista privilegiata dagli investigatori è per il momento quella del racket delle estorsioni, anche se apparentemente non sembrano esistere collegamenti tra i «bersagli» degli attentati. L'allarme è scattato poco prima dell'alba: una violenta deflagrazione ha devastato la residenza estiva della zona balneare di Montelle di Filippo Turiaco, 67 anni, geometra in pensione. Secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, la villa era stata cosparsa di benzina prima dello scoppio della bombola solo la facciata è rimasta intatta. Il proprietario non ha saputo spiegare il movente dell' attentato. Contemporaneamente, altre due bombole sono state fatte esplodere in altre zone della città.