Il nero diventa una mostra

PAVIA.Il nero diventa una mostra. Si inaugura infatti domani alle ore 18 nella galleria del Collegio Cairoli la mostra «Vedo Nero», interamente dedicata al colore-non colore per eccellenza. Saranno esposte opere di 75 artisti: dipinti, disegni e sculture che hanno in comune la caratteristica di essere totalmente o prevalentemente giocate sul colore nero.
La mostra resterà aperta fino al 17 febbraio con orario: lun-ven 17-19.30. Ingresso libero.
«Il nero è colore - scrive Fabrizio Parachini nel catalogo della mostra - E' pigmento e sostanza vera che trattiene dentro di sé la luce, ovvero gli altri colori del mondo che costituiscono la sua essenza segreta, concreta e reale quanto inaspettata e sorprendente. Non una pausa della percezione o di un contrattempo della nostra vista; il nero è davanti, sopra, intorno, è un vero e proprio stimolo oggettivo che deve essere 'sentito" e i cui indizi di presenza vanno colti e letti nelle mille differenze di qualità e quantità che costruiscono la visione: opaco/lucido, liscio/rugoso, grande/piccolo (...). Il nero usato dalla pittura restituisce al vedente la concretezza della materia con cui è fatto il quadro. Una scultura nera sfida l'idea stessa del vuoto. Il suo volume occupa uno spazio che la luce svela e mostra come forma ma che contemporaneamente nega diventando sulla sua superficie buio e assenza».
La rassegna copre un periodo che va dal 1908 al 2003 e comprende rare testimonianze storiche: le esperienze artistiche di alcuni simbolisti cecoslovacchi come F.Kupka, un linoleum del 1924 dell'allora «futurista» Victor Brauner, realizzato quando ancora viveva in Romania. Dipinti come The big bang di Eugène Brands (1973) o sculture come Corpo di Ugo Carrega (1978).
Le opere presenti in mostra provengono dalle raccolte del Collegio Cairoli, esposte insieme a opere di collezioni private e ad altre direttamente richieste agli autori. Molte sono le presenze di artisti attivi a Pavia, tra i quali Albanesi, Alberti, Capsoni, Cascella, Ferro, Fra, Giavotto, Greco, Leonardelli, Necchi e Pusch.
Verranno esposti anche alcuni rari manifesti e testi legati a importanti eventi del passato: ad esempio il manifesto a due strati opera di Rot Diter per la mostra Bewogen Beweging del 1961 o il libro Testa a Testa - dalla copertina rigorosamente nera - realizzato da Umberto Eco e Enrico Baj.
Una curiosità: in mostra c'è anche un mini catalogo curato personalmente da Peggy Guggenheim e realizzato in occasione della prima esposizione della sua collezione alla Biennale di Venezia nel 1948.