Uefa, senza coppe chi non paga
ROMA.Niente deroghe. L'Uefa non concede sconti al calcio europeo che rischia di affogare nei debiti. Entro la fine del mese le 52 federazioni nazionali dovranno raccogliere la documentazione necessaria per concedere le «licenze europee» che dal prossimo anno saranno necessarie per partecipare alle lucrose coppe europee. Tanto per dare un'idea: l'esecutivo che ha ribadito la linea del rigore, ha anche approvato il budget della prossima stagione che sarà di 710 milioni di euro dei quali circa 560 da redistribuire ai club (la fetta maggiore) e alle federazioni (per i programmi di sviluppo del calcio). Partecipare a Champions League e Coppa Uefa è un affare, ma si dovrà essere amministrativamente in regola. I documenti richiesti dall'Uefa sono, per il primo anno, le liberatorie dei dipendenti (giocatori, allenatori, ma anche assistenti, dirigenti e impiegati dovranno dichiarare di aver ricevuto lo stipendio) e la certificazione che non esista situazione debitoria con altri club per trasferimenti di giocatori. Dalla stagione successiva i criteri saranno inaspriti. Ma già cosi la situazione è difficile. D'altra parte è tutto il sistema calcio, in Europa, a navigare in un oceano di debiti. Secondo le ultime stime ammonta 7,6 miliardi di euro la perdita accumulata dai campionati di Italia, Inghilterra, Francia, Spagna e Germania. In pratica le cinque grandi del calcio europeo da sole spendono più di quanto ricavi tutto il calcio continentale (stimato in 7,1 miliardi di euro il fatturato aggregato di tutti i 52 campionati nazionali). Ed in questa speciale classifica l'Italia è prima con largo distacco: 3 miliardi di perdite della serie A contro i 2 miliardi della Liga spagnola e gli 1,2 miliardi della Premier League inglese. Debiti minori per Germania (900 milioni) e Francia (500).