Magni, addio senza rimpianti «Nuovi amministratori per Vidigulfo»

VIDIGULFO. Giovanni Magni appartiene di diritto alla schiera dei sindaci «storici» del Pavese: quelli, per intenderci, che da oltre un decennio hanno marcato la vita amministrativa di un comune. Magni è sulla «tolda di comando» del palazzo di piazza Primo Maggio da ben quattordici anni e si appresta, nella massima tranquillità, al passo d'addio. «In tutta sincerità - afferma Magni - sto vivendo con grande serenità questo momento. Certo, alcune cose mi mancheranno: dalla stretta attività amministrativa all'impegno nel realizzare iniziative per la collettività, sino al contatto quotidiano con la gente».
«In questi quattordici anni - continua Magni - penso di aver dato tutto quanto potevo: ora mi sembra anche giusto passare la mano e procedere ad un rinnovamento. Giusta o sbagliata che sia la legge attuale, mi tiro fuori dal coro di chi vorrebbe una proroga del mandato». Quasi tre lustri sono un lasso di tempo lunghissimo: chi, meglio del primo cittadino, può dire com'è cambiato il paese in tutti questi anni? «Sicuramente - prosegue Magni -, ci sono due aspetti da sottolineare nella crescita di Vidigulfo. Il primo è anche quello più visibile se vogliamo dello sviluppo urbanistico del territorio che reca con sè un palese incremento demografico. Quando mi insediai nel 1990 contavamo circa 3.200 abitanti: oggi sono 4.500. L'altro aspetto importante è stato il costante e graduale aumento dei servizi. Sono state ad esempio ampliate nel tempo le strutture scolastiche, c'è stato un miglioramento della viabilità locale, un grosso lavoro condotto con le realtà del volontariato: grazie all'apporto determinante del compianto Giancarlo Guerciotti è sorta la casa di riposo ed abbiamo mantenuto in loco un presidio dell'Asl». Un pregio che senza dubbio va riconosciuto all'amministrazione di Magni è stato quello di saper guardare anche al di là del proprio orticello. Tant'è che la neonata Unione intercomunale con Bascapè, Ceranova e Landriano è da annoverare tra i più prestigiosi traguardi raggiunti poichè sin dalla fine degli anni Novanta questo progetto ronzava continuamente nei pensieri dell'amministrazione. Ma in tutti questi anni c'è magari un rimpianto per qualcosa che avrebbe voluto fare e non ha fatto? «Direi di no - risponde Magni - e qui fa fede il programma che abbiamo di volta in volta presentato agli elettori. C'è un lungo filo logico che ha sempre legato la nostra azione ed ora il percorso si sta concludendo nei modi e nei tempi che ci eravamo prefissati. La sola cosa che ha avuto qualche riflesso negativo è stato constatare come la riforma degli enti locali sia stata poco incisiva. Spesso i tempi di esecuzione delle opere, e penso al centro sportivo e alla viabilità, invece di ridimensionarsi, si sono allungati e certamente con maggiori finanziamenti sovracomunali avremmo potuto fare di più». Una burocrazia dura a morire dunque con la quale, fra pochi mesi, non avrà più a che fare. A proposito, una volta attaccata la fascia tricolore al chiodo cosa farà Magni? «Sicuramente non mi presenterò più all'interno della coalizione - conclude il sindaco - mantenendo la parola data già da tempo. Se cambiamento deve esserci, deve favorire l'ingresso di gente nuova. Continuerò a fare politica a livello locale nello Sdi: il mio sarà eventualmente solo un contributo indiretto».
Gianluca Stroppa