E lunedi si firmerà il Patto per il Po
PAVIA.Il Patto del Po. A firmarlo saranno le Province di Pavia, Lodi, Cremona, Mantova. Sede progettuale sarà Cremona. Poi si passa il testimone alle altre Province.
Gli assessori al Turismo delle quattro amministrazioni provinciali firmeranno a giorni la convenzione, alla presenza dell'assessore regionale Massimo Zanello, per formalizzare e dare seguito all'intesa che ha già prodotto in questi ultimi anni, sotto l'egida regionale, diverse azioni in campo turistico.
L'appuntamento è fissato per il 9 febbraio 2004 alle ore 11 presso al Sala Consiglio della Provincia di Cremona.
La partnership sarà istituita presso la Provincia di Cremona, che viene indicata per i prossimi due anni come sede di incontro ed elaborazione. Successivamente l'onore passerà alle altre province, che insieme di fatto si impegnano ad instaurare rapporti di collaborazione per ideare e realizzare insieme programmi, progetti di promozione integrata e di sviluppo turistico dei territori rivieraschi, con il coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati.
Questa collaborazione conta su premesse consistenti. E' già stata pubblicata la Guida Verde del Touring Club Italiano «Po di Lombardia», con le relative cartoguide. Sono già state realizzate le azioni promozionali per portare alla ribalta estera, con specifico interesse per il mercato nord-americano, i 210 Km della valle fluviale solcata dal Po, anche attraverso la partecipazione alla Convention Niaf di Washington. Sono in itinere i progetti legati alla Consulta del Po (gustovie, ciclovie, ippovie). In particolare, si sta lavorando per definire la segnaletica turistica sulle reti ciclo turistiche provinciali.
Questa intesa ora si ufficializza. Si propone di fare sistema. Di dare corpo ad una vera struttura operativa. Di promuovere progetti e di reperire le risorse per realizzarli, potendo far leva su bandi regionali e nazionali. «L'impostazione consortile che la caratterizza - commenta il vicepresidente della Provincia di Pavia Romano Gandini - ne rafforza il potere contrattuale. A differenza poi di altre ipotesi percorse in altre realtà, dove sono i privati del turismo a consorziarsi, in Lombardia sono le istituzioni provinciali a fare quadrato, ma con l'intento di coinvolgere anche i privati. Ci teniamo molto affinché questa collaborazione abbia successo per tutti».