Ds, uno schiaffo alla Margherita
PAVIA. «Sulla vicenda delle nomine all'Asp si stanno strappando tutti i protocolli di buona diplomazia politica, parte di un galateo non scritto: è sconveniente che un soggetto politico, peraltro di rilevanza non primaria come la Margherita, abbia la pretesa di avere due rappresentanti. Se fossi a un tavolo di maggioranza e sentissi una richiesta del genere, mi alzerei e me ne andrei subito...».
Nicola Adavastro, consigliere comunale Ds, ex-capogruppo e membro della direzione, ama la sintesi, per brutale che sia. E la sintesi della crisi politica sta tutta qui: la Margherita chiede due posti all'Asp (ex-Iiaarr) e non ne ha politicamente diritto. «Sempre che non abbiano espulso Sergio Contrini... Era capogruppo della Lista Albergati, ma questo è ormai un futile gioco delle parti. Parliamoci chiaro: o rinunciano alla presidenza dell'Asp (per la quale viene indicato appunto Contrini, ndr) e va avanti quella di Bruno Pezza (il candidato «ufficiale»), oppure ritirano Pezza o lasciano andare Contrini. E questo argomento, sia chiaro, viene prima della discussione sull'eventuale giudizio politico della candidatura Pezza. Cerchiamo di capirci: pur cercando di costruire con il sindaco e la Regione una soluzione di alto livello per l'Asp, il problema di fondo è che, sotto il profilo dell'equilibrio politico, nasce sbagliata: altrimenti alla Margherita hanno il diritto di chiedere tutto. Se, poi, si dovessero mettere in fila altre questioni - ossia che hanno il sindaco di Pavia, il presidente dell'Asm, che avranno la presidenza dell'Asp e che stanno rivendicando le presidenze delle società di esternalizzazione del Comune - la loro rappresentanza istituzionale risulta sovradimensionata e finisce per essere un elemento di frattura, capace di portare alla dissoluzione di questa coalizione. Nel passato qualcuno ha tentato di avere tutto il piatto, e fu Giancarlo Magenta: siamo vicinissimi ad una fine del genere...».
La durezza di Adavastro è motivata dalla grande partita che si sta giocando sull'Asp: «Avrà, oltre alle funzioni antiche rilevanti del Pertusati e del Santa Margherita, il conferimento della politica dei servizi sociali da parte dell'amministrazione comunale e non solo. Si tratta di una innovazione fondamentale di una delle azioni politiche più rilevanti, quella dei servizi delle famiglie e, in particolare, alle più svantaggiate. Per questa ragione abbiamo chiesto al sindaco, e ieri in commissione nomine, di avviare un'azione di concertazione con la Regione per arrivare a un consiglio di amministrazione, che abbia qualità, caratteristiche anche di tipo professionale, politico e morale, altissime. Dunque, concertare con la Regione pure il profilo programmatico di questo ente e concertare ancora l'assetto e la qualità complessiva dell'organismo, che non può essere formato da sommatorie di parti, ma che possa governare in modo unitario». Quali caratteristiche, allora, per i candidati? «Noi vogliamo un consiglio d'amministrazione all'altezza di un nuovo ente, non un rifugio peccatorum, con personaggi che abbiano una storia di competenza e che non abbiamo conflitti di interessi e incompatibilità ambientali, oppure correlazioni di tipo familiare e professionale. Insomma, se c'è gente che ha parenti che svolgono funzioni di tipo direzionale all'interno dell'ente è bene che non entrino in questo consiglio».
Una linea, quella di Adavastro, che in buona sostanza viene riportata anche dalle indicazioni che, l'altra sera, sono emerse dalla commissione consiliare che esaminava le diverse candidature. Sugli aspetti di «incompatibilità ambientale» vi è stato unanime il voto anche da parte delle forze di opposizione, che hanno presentato alcuni emendamenti al testo chiedendo che la questione venisse «precisata» anche con riferimenti all'eventuale presenza di parenti alle ex-Iiaarr.