Telefonate compromettenti dell'anarchico

CAGLIARI.In attesa delle decisioni del Gip (che oggi si pronuncerà sulla convalida del fermo), i carabinieri del Comando provinciale di Cagliari che all'alba di martedi hanno arrestato Luca Farris, 25 anni, ritenuto elemento di punta dell'Anonima sarda anarchici insurrezionalisti, allargano il fronte delle indagini. I militari avrebbero elementi sulla partecipazione diretta di Farris a attentati (da un ordigno davanti alla sede di An ad Assemini, al pacco bomba esploso il 3 novembre davanti agli uffici amministrativi della Prefettura di Cagliari, all'ordigno del 3 dicembre contro la vecchia sede della Provincia), alla lettera con cartucce esplose e petardi giunta il 12 gennaio alla casa di Bologna di Prodi. Nel corso della perquisizione nella casa dei genitori coi quali abita, nella sua stanza sono stati trovati, oltre a un gran numero di documenti e altro materiale cartaceo, 10 ordigni rudimentali (bottiglie con liquido infiammabile e una polvere bianca all'esame degli esperti), nove dei quali insieme in un armadio. È anche trapelato che la svolta nelle indagini è frutto anche di una «euforia ed esuberanza» giovanile di Farris (che con qualche amica e in un bar si sarebbe lasciato andare a commenti).
Il giovane, inoltre, avrebbe fatto alcune confidenze da telefono sottoposto - senza che lui ovviamente lo sapesse - a intercettazione.