Cinema: al Festival di Berlino profumo di Oscar ma anche tante pellicole dal Sudafrica
ROMA. Il clima, nonostante l'effetto serra, non è ancora quello giusto, manca la Croisette, ma secondo il direttore Dieter Kosslick la 54ª edizione della Berlinale ha un programma degno del Festival di Cannes: in realtà, quest'anno il festival di Berlino, che si inaugura domani con «Cold Mountain» di Anthony Minghella, sembra avere due anime distinte.
E la circostanza, lo ha ammesso anche Kosslick, non dipende dalla speciale creatività degli organizzatori ma da almeno una causa di forza maggiore. Da sempre innamorato del cinema spettacolare o comunque di richiamo, Kosslick non ha voluto rinunciare a Hollywood ma, a causa dell'anticipazione della data di consegna degli Oscar (29 febbraio), ha dovuto concentrare tutti i film Usa con qualche star al seguito nei primi giorni della rassegna (poi tornano in America per gli ultimi tour promozionali). Dei 26 film della selezione ufficiale da 18 paesi, di cui 19 prime mondiali e due esordi assoluti, cinque sono americani: tre sono in concorso, due fuori. Tra questi ultimi, oltre a Minghella, c'è «Something's Gotta Give» (Tutto può succedere), il film che ha portato alla candidatura di Diane Keaton per la migliore attrice protagonista. Nicholson si è già detto pazzo di lei, la Keaton ha sottolineato che «è possibile riscoprire l'amore anche dopo i 50 anni. Ed è possibile per attrici della nostra età essere ancora le protagoniste di una storia romantica». Entrambi sono attesi a Berlino. I tre film Usa in concorso sono il disturbante «Monster», ispirato ad un fatto di cronaca, con Charlize Theron (anche lei candidata) nel ruolo di una serial killer; «Before Sunset» di Richard LInklater, che torna a Berlino dopo lo speculare «Before Sunrise» (sempre con protagonista Julie Delpy); e «The Missing» di Ron Howard con Tommy Lee Jones e Cate Blanchett. Quasi tutti questi film saranno programmati entro il 10 febbraio. Poi, più spazio alla seconda anima del Festival, quella che da sempre caratterizza Berlino e guarda verso altri mondi. Quest'anno è la volta del Sud del mondo e in particolare del Sudafrica, che è il tema centrale del Forum, la sezione più sperimentale, con circa 60 film da 23 paesi di cui 30 prime mondiali. Omaggio al sud del mondo anche attraverso il premio alla carriera all'argentino Fernando Solanas. A Berlino, in Panorama, c'è anche il docu-film «Travelling with Che Guevara», realizzato da Gianni Minà. Il documentario che ha accompagnato il film «Diario di motocicletta» di Walter Salles, è un viaggio nella memoria di un uomo, Alberto Granado, che 50 anni dopo ripercorre quei luoghi che hanno cambiato la sua vita e quella del Che. Granado sarà a Berlino.