Più vicina la grazia ad Adriano Sofri
ROMA. Più vicina la grazia per Adriano Sofri(nella fotografia) . La commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato la proposta di legge di Marco Boato sulla grazia come è stata emendata dal relatore Carlo Taormina. Il testo dovrà ora ricevere il parere della commissione Giustizia e poi dovrà andare in Aula, forse già domani.
La nuova stesura del testo prevede che per ottenere la grazia ci debba essere la domanda dell'interessato, del suo legale o di un suo congiunto. Oppure la semplice iniziativa del Capo dello Stato. A favore di questa nuova stesura del testo hanno votato Udc, Forza Italia, Margherita, Ds, Verdi, Sdi e Prc. Contrari Lega e An.
Taormina ha illustrato il suo emendamento «rivisto e corretto» che prevede il parere obbligatorio, ma non vincolante, del Guardasigilli e la sua controfirma, ma solo formale, sull'atto di grazia. Oltre alla possibilità per il Capo dello Stato di concedere la grazia per sua autonoma iniziativa o su domanda dell'interessato o di un suo congiunto.
Soddisfatto per come sono andate le cose è il primo firmatario del provvedimento Marco Boato: «Ho sempre detto che il dialogo parlamentare va tenuto aperto fino all'ultimo momento utile. E ho avuto ragione. Avevo detto che l'emendamento di Taormina sarebbe potuto diventare un punto di incontro se si fosse superato il nodo della domanda dell'interessato». «Da parte sua - aggiunge Boato - c'è stata una riflessione e cosi si è arrivati ad una formulazione di compromesso, ma certamente positiva, che supera l'unico ostacolo che mi avrebbe portato a votare contro la mia stessa proposta». Soddisfatto per come sono andate le cose è anche il presidente della commissione Affari Costituzionali Donato Bruno, anche lui tra i protagonisti della mediazione insieme al coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. «Quella che abbiamo raggiunto - dichiara Bruno - è la giusta conclusione di un dibattito serio e approfondito. Devo dare atto a Taormina di essere riuscito a stilare un testo definitivo che ha trovato il consenso di tutti ad eccezione di An e Lega».
Anche l'opposizione, con il deputato dei Ds Carlo Leoni, parla di «buon risultato: «Abbiamo rischiato che si bloccasse tutto. E invece questo nuovo testo è riuscito a ottenere il consenso quasi di tutti. E' chiaramente un punto di incontro che può essere migliorato, ma è senz'altro un buon testo perché ridà al Capo dello Stato il suo potere e ridelinea il ruolo del ministro della Giustizia in modo che non sarà più possibile che i fascicoli con le domande di grazia restino bloccati per anni a Largo Arenula. Cosi si può andare avanti».