Una Superconsob per la riforma del risparmio


ROMA. La Superconsob che tutelerà il risparmio in tutte le sue forme, Banca d'Italia e Antitrust con lo stesso potere in campo di concorrenza e aggregazioni fra banche, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio come organo autonomo, sotto la presidenza del ministro dell'Economia.
E poi sanzioni per chi porta «nocumento al risparmio», recepimento della normativa europea sugli abusi di mercato, norme di trasparenza sulla circolazione in Italia di strumenti finanziari esteri, trasparenza sulle società con sede in paradisi fiscali e legali, e sui conflitti di interesse fra banche e imprese.
Alla fine di un travagliato consiglio dei ministri nel quale Lega, An e Udc hanno fatto sentire con forza la loro contrarietà ad alcune norme, viene varato un provvedimento che, parole di Rocco Buttiglione, ministro delle Politiche comunitarie, «è la risposta tempestiva e forte» a quanto veniva chiesto dai risparmiatori dopo lo scandalo Parmalat.
Comico il siparietto nella Lega. Maroni definisce il provvedimento «insoddisfacente». Bossi lo smentisce dopo poche ore: «Maroni non ha letto il testo».
In Parlamento c'è già chi affila le armi per introdurre modifiche sostanziali.
«Sbagliate a chiedervi cosa contiene il disegno di legge - dice con un sorriso sornione Bruno Tabacci, Udc, presidente della commissione Attività produttive - la notizia è che il governo ha inviato in Parlamento un disegno di legge e che in Parlamento ci sono altri cinque disegni di legge analoghi che ora potranno essere esaminati insieme a quello, per arrivare a un testo condiviso. E' la prassi parlamentare». La trappola è già scattata.
Ma Giulio Tremonti per ora si gode la soddisfazione di aver varato un'unica autorità sul risparmio che esercita i propri poteri a favore «della tutela del risparmio e degli investitori, la fiducia del mercato, la trasparenza e la correttezza dei comportamenti dei vari soggetti vigilati, l'osservanza delle disposizioni che regolano le materie di competenza». L'Autorità ingloba anche tutti i poteri ora attribuiti alla Consob. Cinque membri, scelti tra «persone di elevata e riconosciuta indipendenza, imparzialità, autorevolezza ed esperienza nei settori di competenza dell'Autorità», votati dalle commissioni Finanze di Camera e Senato ed eletti con maggioranza dei due terzi. Fra questi cinque il governo sceglie il presidente che viene nominato dal Capo dello Stato su indicazione del presidente del consiglio.
Per quanto riguarda la concorrenza «si è arrivati a una soluzione di compromesso», come dice Buttiglione: Antitrust e Banca d'Italia vigilano nel settore di competenza, ma per dare il via a un'operazione fra banche, c'è bisogno del si di entrambe, in caso contrario non se ne fa di niente.
Poi ci sono le sanzioni penali, vengono da una trasposizione di norme prese direttamente dal Codice Rocco: da tre a dodici anni di carcere, minimo mezzo milione di euro di multa a chi «cagiona grave nocumento ai risparmiatori». Il «nocumento» è grave se riguarda più dell'1 per mille della popolazione e il danno è più dell'1 per mille del Pil.

Alessandro Cecioni