Monti ai politici: non speculate sull'euro
ROMA. Una difesa appassionata della moneta unica europea è stata fatta ieri dal commissario europeo Mario Monti, che ha rivolto «un invito accorato a tutte le forze politiche», perché la smettano «di speculare sull'euro». Un richiamo diretto alle polemiche che hanno diviso la politica italiana e hanno investito anche le forze di governo.
«Non è ammissibile - ha detto Monti - che ci siano eterogenee posizioni sull'euro, spesso manifestate in maniera pittoresca all'interno del governo, e spesso dalla stessa personalità, non a distanza di mesi, ma di giorni». In queste parole, pronunciate a margine di un convegno del Cnel, manca solo il nome di Silvio Berlusconi per capire che il bersaglio è lui.
Monti lo ha citato in modo esplicito solo per dire che ha apprezzato il suo intervento di Lubiana, quando ha riconosciuto il valore della moneta unica nell'economia globale: «Forse è stato promozionale, ma lo condivido». Nella memoria di Monti c'erano le linee divaricate, espresse fino a pochi giorni prima da Carlo Azeglio Ciampi da una parte, in difesa strenua dell'euro, e dall'altra da Berlusconi, che scaricava sull'euro l'inflazione italiana. «E' uno scherzo - ha incalzato Monti - pensare che l'euro sia un fattore inflazionistico», anche se può esserci stata, nel passaggio, «qualche disattenzione». Rimane che «la speculazione politica è grave, confonde la testa dei cittadini. E non credo giovi a far considerare l'Italia un appetibile partner, in posizioni di guida, all'interno dell'Europa».
Tra i risvolti italiani, Monti cita Parmalat. Ma anche in questo caso, l'euro ha consentito di evitare ripercussioni sulla lira e sui tassi di interesse. Un modo per dire che, senza l'euro, l'economia italiana poteva rischiare lo sbando.
Da Bruxelles, si è precisato che Monti ha parlato oltre le sue competenze (la concorrenza) a causa della polemica italiana, il cui «livello di sopportazione è ormai al limite». Le stesse fonti comunitarie, citando anche il caso ceceno, giudicano «inammissibile utilizzare i temi internazionali a fini di politica interna, stravolgendo la realtà e ingannando gli italiani».
Il centrodestra ha incassato male, e senza valutazioni uniformi, la requisitoria di Monti. Il ministro Enrico La Loggia si rammarica che abbia «voluto alimentare polemiche». D'accordo che l'euro sia utile, anzi «indispensabile», ma «qualcosa sarebbe potuto andare meglio». Il sottosegretario Maurizio Sacconi si dice d'accordo col Berlusconi di Lubiana, ma torna alla tesi di partenza, che l'euro ha avuto effetti inflazionistici. Una difesa di Monti è fatta da Rocco Buttiglione, udc, con un «basta alle speculazioni sull'euro» e con una critica ai dati dell'Istat sull'inflazione. Per il ministro per le Politiche comunitarie i dati devono essere chiari per confutare quelli che arrivano da più parti «alimentando le speculazioni e facendo credere che gli italiani sono poveri».
Tornando alle dichiarazioni del commissario Ue Monti in An è tiepido Maurizio Gasparri, mentre si distingue da Fi Mario Baldassarri, vice ministro di Tremonti: mettere a frutto l'euro, «non per nasconderlo sotto terra e ridurlo a un intervento masochistico». Il presidente del Cnel, Pietro Larizza denuncia le manovre che vogliono trasformare la grande risorsa euro in una moneta odiosa. Tra i ds, Pierluigi Bersani giudica «giuste e sacrosante» le osservazioni di Monti.
Ma quella dei prezzi è una polemica che non si placa. In campo sono scese anche le casalinghe rammaricate perchè il premier nei giorni scorsi aveva invitato la categoria a porre maggiore attenzione nel fare gli acquisti come misura all'eccessivo aumento dei prezzi. E iIl Ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, annuncia, intanto, che proporrà al prossimo Consiglio dei Ministri la liberalizzazione delle vendite straordinarie.