«Berlusconi suggerisce le nomine»
ROMA.«So per certo che Silvio Berlusconi telefona ai consiglieri del servizio pubblico per suggerire nomine e influenzare le scelte sui programmi». Clamoroso affondo di Lucia Annunziata contro il premier nel corso di un incontro con la stampa estera. La presidente della Rai, spiegando ai corrispondenti in Italia i motivi che hanno spinto il Cda Rai a bocciare il nome di Ferruccio De Bortoli come alter ego di Bruno Vespa nella conduzione di una striscia informativa di Raiuno, ha attribuito all'intervento del capo del governo il «niet» dei quattro consiglieri all'ex direttore del 'Corriere della Sera".
«Mai ricevuto telefonate del premier, il rapporto con la presidente rischia di incrinarsi», assicurano all'unisono Marcello Veneziani, Francesco Alberoni, Giorgio Rumi e Alberto Maria Petroni, consiglieri di viale Mazzini di maggioranza. La presidente però ribatte: «Le telefonate del premier sono le spiegazioni che mi vengono date in via non ufficiale per giustificare le decisioni che vengono prese».
Forza Italia attacca con durezza inusitata la presidente «di garanzia». «Reazioni isteriche» liquida il responsabile Ds per l'informazione, Fabrizio Morri. La durezza però potrebbe essere la conferma di quanto si vocifera da giorni. La maggioranza, in vista del voto, vorrebbe sbarazzarsi di presidente, direttore generale e direttori di rete per insediare al vertice della tv pubblica personaggi capaci di garantirla meglio. «Sta iniziando la campagna elettorale e Lucia Annunziata cerca di dare il suo contributo a quella dell'Ulivo, cercando di mettere nel mirino il presidente del Consiglio», dichiara Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore dei forzisti. «Chieda scusa e si dimetta», rincarano Ricciotti e Lainati, entrambi esponenti del partito del premier. «A noi risulta che i leader dell'opposizione alzino il telefono e chiamino l'Annunziata per suggerirle di bocciare nomine e candidature alla conduzione di programmi ritenute non di sinistra o non abbastanza di sinistra», rincara Michele Bonatesta di An. Il senatore cita a questo proposito una recente denuncia del consigliere Rai Marcello Veneziani, di area An anche lui, che in un'intervista aveva reso noto che la presidente aveva respinto l'ipotesi di affidare la striscia a un giornalista di grande esperienza come Giovanni Minoli, attuale direttore di Rai Educational, perchè da lei ritenuto «non abbastanza di sinistra». Diametralmente opposti i commenti dell'opposizione. «La denuncia della Annunziata è ancora più clamorosa e grave perché viene dal presidente della Rai espresso dai presidenti delle Camere come presidente di garanzia», avverte il diessino Beppe Giulietti. Per Giulietti è auspicabile una riunione dei segretari dell'opposizione per decidere iniziative in tutte le sedi perché le elezioni «rischiano di essere se non truccate truccate, profondamente alterate». «Mi aspetto che l'Autorità per le garanzie avvii un'approfondita inchiesta e un'immediata iniziativa del presidente della Commissione di vigilanza», aggiunge Antonello Falomi. Minimalista il direttore del Tg2, Mauro Mazza. «Anche nel mio caso la politica ha detto qualche parola».
In un contesto assai pesante oggi intanto approda in aula alla Camera la legge Gasparri. Ieri la maggioranza avrebbe trovato l'accordo sul Sic, il sistema integrato delle risorse, bocciato da Carlo Azeglio Ciampi. L'Udc avrebbe ottenuto una riformulazione del paniere facendo scendere l'ammontare complessivo di 5 miliardi di euro, da 30 a 25. Da oggi il «verdetto» dell'aula. Dei 94 voti previsti circa la metà sarà a scrutinio segreto.