Centrale, la sentenza che riapre i giochi
VOGHERA. Punto e a capo: che lo si voglia o no, la sentenza che dà il via libera alla centrale di Torremenapace è un punto di svolta per chi governa la città, per chi si candiderà a governarla in futuro, per chi non condivide le linee di sviluppo energetiche seguite fino ad ora da due diverse amministrazioni, quella di centrosinistra che ha avviato il progetto, quella di centrodestra che lo inaugurerà. La sentenza del Consiglio di Stato, quindi, non è un traguardo: è un punto di partenza.
I soddisfatti e gli sconfitti sono divisi in parti uguali: nel centrodestra gioisce la maggioranza di Forza Iialia e mastica amaro la componente che fa riferimento all'europarlamentare Francesco Fiori; nel centrosinistra (allargato) passa la linea dei Socialisti, della Margherita e della componente riformista dei Ds, mentre Rifondazione e l'ala della Quercia che fa riferimento al segretario Giuseppe Arientadeve incassare il via libera ad un progetto che ha contestato fin da quando l'Ulivo amministrava con Carlo Scottisindaco. Delusi anche gli agricoltori e soprattutto gli ambientalisti che si erano forse spesi più degli altri per contrastare la costruzione della centrale di Voghera, a una manciata di chilometri appena da quella Enipower di Ferrera.
Una semplice distinzione tra vinti e vincitori, però, non rende bene la situazione: le reali ricadute della centrale sul territorio si potranno valutare solo quando la centrale comincerà a produrre energia e Voghera Energia (e quindi l'Asm) a venderla.
Per ora il sindaco Aurelio Torrianiincassa il successo e attacca chi aveva tentato di fermare la centrale.
«Il Consiglio di Stato conferma che l'amministrazione ha agito correttamente - spiega - Anche sotto il profilo politico sono soddisfatto, perchè la sentenza spazza via gli attacchi puramente strumentali degli ambientalisti, fiancheggiatori dall'estrema sinistra. Mi sono sempre chiesto perchè le associazioni ambientaliste non abbiano mai manifestato contro una centrale da 1.200 megawatt a Sannazzaro e uno smaltitore di rifiuti nell'area dell'ex stabilimento chimico Cerestar di Casei. Probabilmente il loro intento era politico: per ostacolare i progetti dell'amministrazione e inibire la crescita dell'Asm».
Opposizione strumentale da sinistra, sostiene il sindaco. Ma gli attacchi al progetto di centrale non sono arrivati solo da sinistra. L'ala di Forza Italia vicina a Fiori ha sempre avversato apertamente il progetto ed ora non sale sul carro del vincitore: «Se il Consiglio di Stato ha detto che dal punto di vista procedurale era tutto a posto, evidentemente tutto era a posto - commenta Giannantonio Pozzoli-. Politicamente resta il fatto che una strategia energetica diversa era possibile: la città non aveva bisogno di una centrale come questa, si poteva organizzare diversamente il rapporto con le altre centrali del territorio per risolvere la questione energetica. E invece, parafrasando il Manzoni, 'questa centrale s'aveva da fare", e questa centrale si fa. Era un obbligo».