I piani per la discarica

ALBONESE.Per il 2004 la 'Sari Group" investirà nove milioni di euro nell'impianto di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi e nell'attiguo giacimento controllato, in fase di costruzione. Giovedi sera in aula consiliare Giuseppe Chirico, amministratore delegato della società che gestisce la struttura a lato dell'ex statale 211, ha illustrato nel dettaglio attività e progetti in fase di realizzazione. In primo piano, la percentuale di materiale recuperato: «L'efficacia dell'impianto ci ha portato a recuperare, nel 2002, il 62% dei rifiuti in ingresso e, l'anno scorso, il 73%. Il nostro obiettivo dichiarato è aprire a un numero maggiore di conferitori privati, che oggi sono rappresentati da Corepla, il consorzio per il recupero della plastica, Lomellina Energia e Clir, non scendendo però sotto la percentuale raggiunta nei mesi scorsi». Nel 2002 su 14mila tonnellate di pattume accolto ad Albonese, 9mila sono state recuperate: in particolare, i rifiuti combustibili sono stati trasformati in rifiuto energetico, il legno, il ferro, il cartone e la plastica sono stati commercializzati e i pneumatici recuperati. Nell'anno appena concluso il volume di rifiuto in entrata è salito a 24mila tonnellate, di cui 17mila recuperate.
Fra qualche mese nell'impianto della 'Sari Group", che nel 2000 è stato autorizzato a lavorare 60mila tonnellate l'anno, sarà installata una seconda linea di trattamento finanziata con un investimento di 800mila euro. All'impianto di trattamento si affiancherà poi un giacimento controllato per lo smaltimento di rifiuti speciali. «Le quattro celle, di cui la prima già costruita e la seconda in fase di realizzazione, occuperanno una superficie di 50mila metri quadrati e potranno accogliere 181mila metri cubi di rifiuti», ha chiarito. La prima vasca della futura discarica è stata realizzata adattando l'ex area per lo stoccaggio provvisorio del 'Cdr" (rifiuto secco, sostituto del carbon fossile) e sarà impermeabilizzata grazie a diversi strati di argilla e a due teloni per evitare il contatto con l'aria e la falda acquifera sottostante. «La presenza del giacimento nei pressi dell'impianto garantisce un notevole abbattimento dei costi di trasporto e gestionali - ha concluso - Inoltre, la sorveglianza di entrambi i siti sarà più efficace». (u. d. a.)