Ancora i ladri in canonica: è la terza volta

PAVIA. I ladri sono entrati di nuovo, è la terza volta in meno di un mese, nella canonica della parrocchia di San Primo e Feliciano a Pavia. Ma, al contrario delle volte precedenti, non hanno rubato nulla. Sono cosi fuggiti a mani vuote. Il parroco, don Natalino Rampoldi, non ha potuto far altro che sporgere l'ennesima denuncia contro ignoti negli uffici della Questura. Le indagini sono in corso ma, per il momento, non ci sono indizi per scoprire gli autori dei ripetuti colpi nella canonica.
L'ultimo tentativo di furto è avvenuto, l'altra mattina, quando i soliti ignoti, approfittando dell'assenza del parroco, sono entrati in canonica. Hanno rovistato da tutte le parti ma non hanno trovato nulla di valore. Don Natalino Rampoldi ha poi scoperto che i malviventi erano di nuovo entrati in canonica (è diventata un'abitudine) ed ha lanciato l'allarme con una telefonata al 113 della Questura. Il primo furto era stato messo a segno nel pomeriggio del 5 gennaio scorso, tra le 17 e le 19 del pomeriggio. L'abitazione del parroco di San Primo si trova in via Langosco. Gli autori del colpo conoscevano piuttosto bene le abitudini di don Rampoldi che, poco dopo le 17, era entrato in chiesa per celebrare la messa pomeridiana. I malviventi avevano approfittato di un cortiletto interno, adiacente l'oratorio. Avevano appoggiato una scala ad una ringhiera ed avevano aperto senza difficoltà una porta-finestra. Una volta all'interno dell'appartamento del parroco, avevano frugato in tutte le stanze riuscendo ad impossessarsi di circa 3mila euro in contanti. Il furto era stato scoperto verso le 19 ma i ladri erano già molto lontani. Il secondo furto era stato messo a segno nella notte tra il 14 ed il 15 gennaio scorso. Il ladro era riuscito ad entrare nel campo sportivo dell'oratorio da dove poi era entrato nel cortile adiacente. Aveva forzato il bagagliaio della Fiat Uno del parroco ed aveva preso un cric con il quale aveva allargato le sbarre di una finestra, rompendo il vetro ed entrando mentre il sacerdote stava dormendo. Il bottino era stato ridotto rispetto al primo colpo: circa 300 euro. (a.a.).