Biglietti aerei, aumenti in vista
ROMA. Dopo un lungo braccio di ferro Alitalia e le agenzie di viaggio hanno raggiunto un nuovo accordo sulle commissioni. Dal primo febbraio per ogni biglietto venduto Alitalia pagherà alle agenzie un commissione dell'1% sui biglietti nazionali e internazionali (oggi è 3 e 7%).
Ma c'è un altro risvolto che potrebbe avere ripercussioni negative sui clienti finali: Alitalia ha lasciato libere le agenzie di scaricare sui clienti i mancati introiti dalla compagnia. Orientativamente significa che dal primo febbraio il costo dei biglietti potrebbe aumentare da 12 a 18 euro in più sulle tratte nazionali e tra 25 e 45 euro sulle rotte internazionali. Sulla carta sarà quindi possibile scegliere dove acquistare i biglietti aerei della nostra compagnia bandiera ma senza controlli molto puntuali il rischio è che i consumatori si trovino di fronte ad un cartello che produrrebbe un ulteriore incremento dei costi. Il nuovo sistema di commissioni non è in realtà definito del tutto perché Alitalia e agenzie hanno deciso di costituire una commissione paritetica incaricata di stabilire la commissione, sulla carta corrispondente ai costi, che la compagnia di bandiera si è impegnata a far pagare anche ai clienti che acquistano i biglietti via Internet. Per i vertici della compagnia di bandiera l'intesa, che allinea il sistema italiano a quello che verrà adottato dal primo aprile da Air France e Lufthansa, dal primo luglio da Iberia e che è già in atto da parte di British Airways, significa un taglio netto dei costi stimato in 180 milioni di euro. Settanta milioni saranno risparmiati dalle commissioni sui biglietti nazionali, 80 milioni sugli internazionali e altri 30 grazie ai sistemi computerizzati e via Internet. Comprensibile, da questo punto di vista, la soddisfazione del presidente di Alitalia, Giuseppe Bonomi: «E' una buona notizia sia dal punto di vista industriale sia perché cosi si chiude un fronte». Il riferimento è ovviamente alla difficile trattativa sugli esuberi. «Lunedi sapremo la data della nuova convocazione alla Presidenza del consiglio - aggiunge Bonomi - credo che ci vorranno meno di due settimane per arrivare alla verifica del piano».