Crudele ai giudici: nessun reato
BRESCIA.Difesa a tutto campo davanti al gip da parte dell' ex presidente e dell'amministratore delegato di Finmatica Pierluigi Crudele e Fabio Bottari. Nella giornata degli interrogatori di garanzia ai due manager di Finmatica, agli arresti domiciliari con le accuse di aggiotaggio, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza, sono emersi nuovi particolari sui tempi dell'intervento della Consob e chiarimenti sulla situazione debitoria.
Per i legali dei due manager si intravede «la possibilità che dall'interrogatorio di oggi possa iniziare un percorso inverso, che porti alla restituzione della piena libertà». La sensazione che si coglie nei difensori, dopo gli interrogatori, è di un cauto ottimismo, con gli assistiti che, è stato spiegato, «hanno fornito i chiarimenti richiesti». Ma, al di là di quanto accaduto nell'ufficio del gip Lorenzo Benini, che dalle 10 alle 14 è stato impegnato nei due interrogatori, oggi è emerso dell'altro. La Consob, per esempio, fin dal mese di ottobre del 2003 si era interessata a Finmatica. Questo, secondo quanto ha spiegato l'avvocato Stefano Lojacono, uno dei due difensori di Fabio Bottari, perchè un azionista in possesso di un pacchetto esiguo «aveva presentato una segnalazione alla Consob». Ma, ha aggiunto «dopo tre mesi di contradditorio con Finmatica, in gennaio non ha nemmeno ritenuto di impugnare i bilanci».
In quanto alla situazione debitoria di Finmatica e alle notizie apparse sulla stampa, Lojacono spiega che «non si è tenuto conto nella rappresentazione, dei crediti» e che «si tratta di una rappresentazione scandalistica di una situazione complessa». L' avvocato Fabio Palazzo, difensore di Crudele, ha inoltre annunciato di aver ricevuto mandato per una querela, in merito a tale articolo.
Gli avvocati di Crudele hanno detto che il loro assistito ha fornito spiegazioni su «poste in bilancio, comunicazioni al pubblico e alla Consob». E che tali risposte hanno «confermato la correttezza dell' operato suo e degli altri dirigenti della società, confermando che è sana e ha un futuro. Ma anche, che nessuna rappresentazione difforme è mai stata fatta sulla consistenza patrimoniale della società, nei bilanci o in altre comunicazioni».
Nell'interrogatorio di Bottari, ha invece spiegato Lojacono, sono state affrontate le questioni del lancio del bond, del contenuto delle comunicazioni dopo l'8 gennaio e della valutazione della partecipata Intesis in particolare per quanto riguarda il controllo della Msi. «Sono stati chiesti - ha detto - chiarimenti su meno del 50 per cento delle contestazioni». Al Tribunale del riesame verrà poi portata la documentazione del consulente che è stato nominato dalla difesa.