Montezemolo: «Per l'Italia»
MARANELLO. Seduto accanto a Todt e Schumacher, al fianco di ospiti e partner della nuova avventura Ferrari targata F2004, il presidente Luca di Montezemolo ha presentato davanti a tutto il mondo l'ultima nata nel giorno in cui prende corpo la sua candidatura a presidente della Confindustria «non è un ruolo per il quale ci si candida, ma se mi venisse chiesto non mi tireri indietro». Ma è il giorno della Ferrari, salutata da un telegramma di Umberto Agnelli «sono li col cuore», e da un pizzico di emozione per il senso che lui stesso dà alla nuova stagione 'Cominciare e continuare a vincere".
«Quando l'avvocato Agnelli vedeva questi bolidi di Formula 1 spesso mi diceva: mi sembrano dei jet da combattimento girati al contrario. E' questo il senso della Ferrari: un'azienda che viene dal passato e che ha nella sua identità la tensione del futuro». E' la sintesi più significativa del discorso conclusivo del presidente Luca di Montezemolo. Nella struttura storica della meccanica, il numero uno del cavallino ha sottolineato i valori di un gruppo che non ha vinto solo grazie al pilota più forte del mondo «ma l'apice del successo è il frutto di un lavoro di squadra, e questa squadra è formata da uomini eccezionali, dal basso all'alto, in tutte le direzioni, fino a Jean Todt, il miglior braccio destro che potessi mai avere. Se siamo il miglior posto in Europa per lavorare dobbiamo andarne fieri e il merito è di tutti».
Montezemolo e i successi.«Quando i piloti non sono di molte parole è un buon segno: l'importante è che facciano bene in pista. Non vincere è un'ipotesi alla quale non voglio nemmeno pensare, ma nel 2004 non sarà facile primeggiare contro quelli che devono ancora cominciare a vincere. Noi ci saremo, con la determinazione e la concentrazione giusta»
Montezemolo e Parmalat.«La Ferrari, tanto più in questo momento, vuole essere vicina all'Emilia». E' quanto ha affermato Luca Cordero di Montezemolo in riferimento alla vicenda Parmalat. «La Ferrari è dentro all'Emilia da sempre. Ho detto, presentando la nuova Ferrari, che proprio in questo capannone, riflettendo su quelli che sono i fondamentali di un'azienda, cioè il prodotto, i propri uomini e i clienti, ci sentiamo di doverlo sottolineare ancora di più viste le difficoltà di immagine sul piano internazionale che in questo momento ci possono essere».
Montezemolo fedele.«La mia vita è in questa azienda. Non è mia, dipenderà dagli azionisti, ma per quel che mi riguarda non la lascerò mai», in merito ad una eventuale doppia presidenza in Confindustria.
Montezemolo e la Fiat.Per la prima volta l'azienda non era rappresentata: «Erano molto dispiaciuti. L'ing. Morchio mi ha scritto una bellissima lettera chiedendomi di darla alla squadra. E Umberto Agnelli, che ho visto ieri l'altro, mi ha detto: «Luca, mi dispiace ma non posso venire lunedi, poi ha mandato il telegramma di saluto che ho letto». (davide berti)