Guerra dei taxi, viaggiatori a piedi

MILANO. Nuova puntata della guerra dei tassisti a Milano e a piedi restano i viaggiatori agli aeroporti di Linate e Malpensa: centinaia, in lunghe code, hanno atteso invano per ore di essere caricati. Ieri mattina e tassisti di Linate e Malpensa si sono, infatti, riuniti in assemblea. Al centro della protesta, la decisione di Comune e Regione di aumentare del 6% il numero delle licenze taxi di tutto il sistema aeroportuale, comprendente anche Bergamo e Varese, arrivando a 288 veicoli in più. Una decisione, questa, che si scontra con l'interesse dei tassisti, i quali oppongono uno studio del Politecnico di Milano, pagato dalla Regione, dal quale al contrario risulterebbe che i taxi milanesi sono in esubero del 25% rispetto alla domanda.
«Il traffico e la mancanza di parcheggi sono i problemi di Milano» dice Stefano Magatti, rappresentante dell'Associazione Generale Cooperative Italia (Agci), il quale aggiunge che «la necessità del settore si chiama viabilità». «Il nostro guadagno mensile è pari a quello di un impiegato - aggiunge Magatti - ma siamo costretti a pagare il 20% di Iva sul prezzo dell'auto e dei ricambi, e bastono due incidenti in un anno a mandare all'aria il nostro bilancio. Vogliamo solo lavorare dignitosamente senza essere costosi per il cliente». Che cosa significa essere costosi per il cliente? «Il tassametro - spiega Magatti - al di sotto dei 15 km/h funziona a tempo, al di sopra funziona a chilometraggio. Ora, se come accade a Milano, a causa del traffico, per il 90% il tassametro va a tempo, il cliente impiega 20 minuti per un percorso da 10 e gli costa tantissimo». Se la prende con Albertini, Magatti, «che fa pagare ai tassisti i problemi di traffico e di viabilità che non è riuscito a risolvere».
Nel pomeriggio il servizio di taxi a Linate e Malpensa è stato riattivato, dopo che il prefetto, Bruno Ferrante, ha convocato per questa mattina rappresentanti del Satam, il sindacato artigiano tassisti di Milano e provincia che ieri non ha partecipato alla protesta
Ieri in tarda mattinata, dopo aver chiesto un colloquio immediato al Prefetto di Milano, decine e decine di tassisti avevano raggiunto con le auto la stazione Centrale e da qui la prefettura. Ma le forze di polizia schierate hanno impedito loro di entrare con le auto in corso Monforte. Una delegazione si è recata a piedi fin davanti al portone, ma non è stata ricevuta dal prefetto che poco prima, in una sua nota, aveva condannato «un'astensione non regolarmente preannunciata dal lavoro», per la quale avrebbe riferito «alla Commissione di Garanzia per l'adozione dei provvedimenti previsti dalla legge».
Protestano anche gli aspiranti tassisti: in 400 hanno raggiunto il punteggio per partecipare al bando, ma solo 288 sono le licenze assegnate.