Tutti i contrasti nella Cdl


ROMA.Sul tavolo di governo si stanno accumulando tutti i problemi che investono i rapporti di forza i partiti della coalizione, l'attività legislativa ordinaria e i delicati equilibri istituzionali.
Cabina di regia.Si chiami o no cosi, la impone Gianfranco Fini per limitare i poteri di Giulio Tremonti. Non si tratta solo di portafogli ministeriali. Fini punta a presiedere un organo collegiale, come il Cipe (programmazione) che tamponi la supremazia del superministro.
Risparmio.L'emergenza Parmalat mette in primo piano la difesa delle vittime dei bond. Tremonti ha lanciato la provocazione di un Autorità unica di controllo, che metta in mora anche Bankitalia. An e Udc parano i colpi al governatore Antonio Fazio e vogliono più poteri anche per la Consob e l'Antitrust.
Riforme.Non c'è solo la pressione, finora vana, di Umberto Bossi per una devoluzione integrale su scuola, sanità e polizia locale, contro 'Roma ladrona", da fare subito almeno in una Camera. Mugugnano An e Udc, anche perché in pentola bolle altro: composizione e poteri del Senato federale, la 'regionalizzazione" della Consulta, la composizione del Csm e la 'normalizzazione" della giustizia.
Riforme elettorali.Il premier insiste per unificare europee e amministrative, il 13 giugno. Per le prime, vuole abolire le preferenze e vorrebbe, ma gli alleati più piccoli si oppongono, introdurre uno sbarramento per l'accesso alla distribuzione proporzionale dei seggi.
Per le amministrative, l'ultima proposta è l'abolizione di fatto del doppio turno: il ballottaggio a due si farebbe solo se i candidati non hanno superato il 40 per cento. L'Udc è contrario.
Previdenza.È ferma al Senato, dopo le proposte di che alzano l'età del pensionamento. L'Udc sente il peso delle perplessità della Cisl, An quelle della Ugl, i laici quelle della Uil. Tutti devono fare i conti con la più forte opposizione della Cgil.

Renato Venditti