Un istituto a colori

Quando, tempo fa, si seppe che le suore di Maria Bambina avrebbero lasciato Pavia dopo una più che centenaria presenza, molti pensarono alla conseguente chiusura del glorioso Istituto San Giorgio.
Le voci al riguardo si sono susseguite per un po' di tempo, ma ormai tali voci sono state smentite dai fatti.
E a riprova dell'ottimo funzionamento dell'istituto paritario di Pavia, con sede in via Bernardino da Feltre 9 (telefono 0382/21011, fax 0382/32057), il rettore, don Paolo Serralessandri, elenca una serie di cifre significative. «A questo punto, se si leggono i numeri i fatti possono prendere l'aspetto un poco arido, ma comunque efficace - spiega il responsabile del plesso -. Novanta bambini iscritti alla scuola materna, 175 ragazzi alla scuola elementare, 116 alla scuola media, per un totale di 381 alunni quest'anno frequentanti il San Giorgio».
Una struttura didattica al passo coi tempi, dunque, e anche in grado di fare da capofila all'interno del mondo scolastico in una fase di profondi cambiamenti come quella attuale: le scuole materna ed elementare, infatti, uniche in ambito cittadino, sono state prescelte per avviare la sperimentazione della riforma scolastica.
Da segnalare, poi, che quello in corso è il quarto anno scolastico che l'istituto conduce con la gestione della cooperativa sociale «Arcobaleno». Numerosi i vantaggi offerti ai ragazzi e alle loro famiglie. Anticipo nell'iscrizione, introduzione dell'insegnamento della lingua inglese, uso dell'informatica, «portfolio», insegnante tutor, collegamento fra scuola materna ed elementare, ruolo protagonista delle famiglie nel processo educativo dei ragazzi: sono le numerose opportunità che al «San Giorgio» hanno trovato terreno fertile per attecchire nella sua tradizione educativa e nell'ancora giovane, ma sempre più solida e apprezzata esperienza maturata dalla cooperativa «Arcobaleno» nel campo scolastico.
«Il lavoro delle scuole paritarie si configura realmente con un'impresa il cui rischio è altissimo anche per le note questioni legislative e politiche, che non hanno ancora consentito il realizzarsi di un'autentica libertà di scelta educativa da parte delle famiglie: ciò è penalizzante soprattutto dal punto di vista economico - prosegue il rettore - Si tratta, comunque, di un'impresa affascinante perché si tratta di educare ragazzi a diventare grandi, imparando quel valore che rende positivo il confronto con la realtà. La scuola, più che il suo aspetto tecnico di informazione e di istruzione, deve recuperare la sua identità più vera, di fattore educativo dell'umano: per fare questo, bisogna avere un fondamento certo. Altrimenti, la pretesa di costruire sarebbe ideologica e illusoria». Al fondo dell'ipotesi educativa dell'istituto «San Giorgio» sta l'avvenimento cristiano accaduto più di 2.000 anni fa, che si concretizza attraverso l'insegnamento disciplinare e la vita delle scuole non per l'imposizione di un credo, ma come proposta umana e culturale più vera e più affascinante. «In questo compito educativo crediamo che la scuola possa svolgere funzione di stimolo anche nei confronti dei genitori», conclude don Serralessandri.