Dal sogno di Piero Vergani alla A Trasferta a Sassari, ma con chi?
MORTARA. La pallamano arriva a Mortara sul finire degli anni ottanta grazie a un docente di educazione fisica delle medie, Piero Vergani. Poi nasce una società che sarà il punto di partenza di un'attività che ha conosciuto momenti anche travagliati, con ricambi societari sofferti dopo i primi anni di crescita, tra consolidamento in serie B e tentativi di creazione di un settore giovanile.
L'attuale dirigenza della Pallamano Mortara è quella che, nell'ultimo decennio, produce gli sforzi maggiori per veder crescere la prima squadra che approda in serie A2 ove si mantiene per alcune stagioni sempre nelle posizioni di vertice. Due anni e mezzo fa il decisivo innesto in rosa del nucleo di atlete del Castrezzato (club bresciano) e dell'allenatore Paolo Baresi. La scorsa stagione, la cavalcata trionfale: Mortara domina il girone A, approda ai play-off ove coglie un fondamentale pareggio in Sicilia a Regalbuto, poi festeggia la promozione in A1 in casa battendo Teramo. In estate, la partenza un po' a sorpresa della forte rumena Rados e l'arrivo della connazionale Lupan, poi della centrale danese Jespersen. Quindi l'infinita e vana ricerca di una terza straniera, ma anche innesti di giovani atlete già nel giro azzurro. La squadra disputa un positivo girone di andata: con dieci punti è virtualmente salva, ma i guai economici sono fatali. All'improvviso saltano alcuni sponsor o rate di pagamenti, la situazione precipita, se ne vanno per primi Lupan, Jespersen e coach Baresi, adesso anche il resto della rosa. A Sassari fra una settimana Mortara, a questo punto, non sarà in grado di schierare una squadra, ritirandosi dal campionato perderà diritto sportivo e fidejussione: amara fine della favola. (f.ba.)