Una «giostra» settecentesca con Paolo Poli nel segno di Diderot
VIGEVANO. Da sempre amante di delizie e raffinatezze letterarie, Paolo Poli stavolta ha fiutato il profumo della satira, delle iperboli, dei paradossi, degli aforismi, delle argomentazioni sofistiche, degli strali anticlericali, delle allegre licenziosità nelle scanzonate avventure settecentesche di 'Jacques il fatalista" di Diderot. Riscrivendo su misura per sé, con la collaborazione di Ida Omboni, quel romanzo del diciottesimo secolo, ha creato uno spettacolo tutto arguzia malandrina, in cui racconta, ovviamente a modo suo, la storia di un viaggio attraverso la vita e, insieme, attraverso le mille peripezie della mente, durante il quale un cavaliere idealista e indifeso dialoga con il suo servo disincantato ed arguto delle facce dell'amicizia, dell'amore e della fortuna per verificare l'assunto che 'tutto avviene per caso ed è determinato dal caso".
I ricordi delle rispettive esperienze (storie di tradimenti, schermaglie, calcoli e trabocchetti) allineano alcune situazioni tipo di malafede e di doppiogiochismo intellettuale e morale: il tutto condito da massime e osservazioni sulla caducità dell'umana natura, sulla labilità e presuntuosa falsità dei massimi sistemi (religiosi, filosofici e sociali), sul moralismo bacchettone che punisce l'eros, sull'ipocrisia di norme e convenzioni. Sviluppato innestando anche riferimenti espliciti al fatto che si sta recitando, in un continuo passaggio da un linguaggio ad un metalinguaggio, il vagabondare di Jacques e del suo padrone comincia con un esilarante 'tableaux vivant", un girotondo con una lunga sciarpa su cui sono disegnati i segni dello zodiaco a dire la fatalità che regola gli accadimenti del mondo. Poi il cammino dei due, che arrivano su due inquieti destrieri, passa attraverso locande, prigioni, palazzi, giardini, salotti, conventi, confessionali, piazze degli impiccati. Si aprono siparietti in cui prendono corpo vicende esemplari di umana doppiezza e inaffidabilità, come quella della marchesa de la Pommeraye, che per ferire il proprio amante costruisce un vertiginoso castello di perfidie e lo irretisce con una ragnatela di falsità circa una giovane dal passato piuttosto navigato. Solo all'ultimo istante la sorte, ancor più maligna di lei, le strapperà la vittoria di mano. A quel punto le raffinatezze mondane cedono il posto al rigore conventuale: non più profumi adescatori, ma effluvi di incenso. Entra in scena allora un prelato seduttore di giovani vergini, maestro di inganni, ma in odore di santità: la sua virtù principale è quella di saper trasformare, con un minimo gesto, le colpe in meriti.
In questa girandola di imbrogli, furfanterie, vicende erotiche, patinate galanterie e turpi vizi entrano anche digressioni e divagazioni, a creare una specie di gioco di scatole cinesi, racconti secondari che si incastrano nel racconto principale, finestre che si aprono di colpo e trasformano il colloquio fra i due protagonisti in una conversazione ad infinite voci, attraverso la cui spietata lucidità si guardano i fatti dell'esistenza. Per suggerire che la vita è tutta"una giostra", dove il sublime sta accanto al banale, il tragico sconfina nel ridicolo. (f. cor.)
JACQUES IL FATALISTA di Paolo Poli e Ida Omboni da Diderot, con Paolo Poli, Paolo Piero; regia di Paolo Poli. Da lunedi a mercoledi (ore 20.30) al Teatro Cagnoni di Vigevano.
Conferenza a Castelnuovo.Incontro importante quello in programma questa sera alle 21 alla Sala Pessini. Si tratta di una conferenza sul tema «La relazione educativa nella prospettiva dei rapporti scuola-famiglia» con Piero Modini. Domenica invece è prevista una gita a Treviso e Vicenza per visitare la mostra «L'oro e l'azzurro: i colori del sud da Cezanne a Bonnard».
Arriva il libro «Qui Viguzzolo».Sarà presentato stasera il volume «Qui Viguzzolo». L'appuntamento è alle 21.15 nella sala consiliare alla presenza del sindaco Mario Marini. Si tratta di un volume che racconta con poesie dello stesso sindaco la storia del paese nel 2003. Intanto prosegue fino al 15 febbraio in Biblioteca l'antologica di pittura di Patrizia Fabbris aperta tutti i giorni dalle 16 alle 19.