Juve, il Perugia non cancella i dubbi di Lippi
TORINO.Che ormai la Coppa Italia serva da banco di prova ai grandi club, è ampiamente dimostrato. Ma può succedere che un allenatore non trovi, in queste partite, le risposte che cercava sulla forma di alcuni giocatori. E' il caso di Marcello Lippi. Solo onesta la prova di Thuram a destra, senza un probante livello di difficoltà quella di Legrottaglie. Meno misterioso il risultato del test su Tacchinardi, tornato in discreta forma: sia per carattere, sia per il ruolo, che lo induce di più a proporre, il centrocampista è da considerarsi «arruolato» per la corsa alla Roma che ricomincia domenica sera da Empoli, dove la Juve presenterà pochissime novità. Un discorso a parte meritano Di Vaio e Miccoli. Da loro si aspettava, più che una conferma sulla condizione fisica, una prova di spessore tecnico, per capire se sono già adesso le vere alternative a Trezeguet e Del Piero. Il romano ha offerto un'altra prova sconcertante: ha ciccato un gol da principiante all'inizio e poi si è perso in giocate velleitarie, concludendo la partita come l'aveva cominciata, con un'altra clamorosa occasione persa sotto porta. Non sarà un «caso», ma certamente Lippi non si sente tranquillo se deve impiegarlo per forza in partite di alto livello. Fabrizio Miccoli, invece, non ha mai attirato su di sè interrogativi di tipo tecnico: che sia un campione lo ha anche ribadito segnando un altro gol da manuale. Sono tutte di straordinaria fattura le sue reti, a conferma di una cifra tecnica elevatissima. Ma il problema sono le motivazioni. La sua partita, gol a parte, è stata scialba, piena di errori e di giocatine eseguite con sufficienza. Forse, inconsciamente, Miccoli ha capito che Lippi ha scelto Del Piero e si è rassegnato. Anche Zalayeta si è dimostrato una alternativa non irresistibile al discontinuo Camoranesi. Lippi, pochi giorni fa, si augurava che andasse in giro a giocare ed è quindi comprensibile lo stato d'animo dell'uruguagio.