Olocausto, il dovere del ricordo

PAVIA. Erika non ha mai conosciuto i suoi genitori. La madre, quando lei era ancora in fasce, riusci a gettarla fuori da un vagone piombato diretto a un campo di concentramento. Paradossalmente le salvò la vita. C'è anche il gesto straziante di questa madre in quel grande sonno della ragione che si chiama Shoah. Per ricordare lo sterminio di 6 milioni di ebrei, anche a Pavia il 27 si celebrerà il «giorno della memoria». Il calendario delle iniziative, estese anche ad altre date, è molto ricco ed è stato presentato ieri mattina in una conferenza stampa a palazzo Mezzabarba.
Le iniziative sono state presentate dal sindaco Andrea Albergati, dagli assessori comunali Eligio Gatti, Fabio Zucca e Antonio Bengiovanni, dal presidente del teatro Fraschini Antonio Sacchi, dall'assessore provinciale Lorenzo Demartini, dal capo di gabinetto della Prefettura Laura Bianchi e dalla professoressa Irene Campari, docente all'Itis «Cardano». Ed è proprio questo istituto che, da anni, si sta occupando dell'Olocausto. «Non per farne un 'monumento" - ha puntualizzato la professoressa - ma per capire come sia potuta accadere una cosa simile. Cosi abbiamo allestito una mostra che si intitola 'Lo sterminio come prodotto della società razionale e avanzata". E questo dovrebbe indurci tutti a riflettere». La mostra, organizzata insieme a liceo Copernico, Anpi, libreria «Il Delfino» e Cgil, Cisl, Uil, sarà visitabile il 27 al Broletto. «L'intento dell'amministrazione comunale - ha aggiunto l'assessore Bengiovanni - è stato quello di mettere in contatto la coscienza che si sta formando nelle scuole con la città». Una finalità perseguita da Comune e Provincia al di là delle «casacche» di partito. «Anzi - ha commentato l'assessore Demartini - facendo un passo indietro, cioè evitando di strumentalizzare questa data, la politica ha fatto un passo avanti. Abbiamo collaborato per far conoscere a tutti una fase del '900 in cui la malvagità dell'uomo ebbe il sopravvento, con i campi di sterminio e con i gulag. Non credo ci sia il pericolo di un ritorno, ma ricordare è un dovere». Antonio Sacchi, presidente del Fraschini, ha anticipato che verrà rappresentata l'opera «Der Kaiser von Atlantis», riscoperta dal Vittadini: «Un testo scritto da Viktor Ullmann a Terezin, punto di passaggio per Auschwitz e fortezza nazista attraverso la quale passarono 140.000 ebrei, molti dei quali artisti o intellettuali, e moltissimi anche bambini. Ullmann venne poi ucciso nelle camere a gas di Auschwitz, il librettista dell'opera mori per una malattia infettiva». Il cancro che si nutri di questo orrore, l'antisemitismo, sarà oggetto di un dibattito che chiuderà la giornata del 27, alle 21 in Santa Maria Gualtieri. Sul pericolo antisemita oggi in Europa discuteranno l'assessore Bengiovanni, Maurizio Ghiretti, Franco Visentin, Antonio Sacchi e il segretario provinciale della Cgil, Mario Santini.
A chiusura della conferenza stampa di ieri mattina il sindaco Andrea Albergati ha ricordato il dovere di «mettere a frutto» gli ultimi anni di quanti vissero letteralmente sulla propria pelle l'inferno dell'Olocausto.