Verifica in discesa? An gela l'ottimismo di Forza Italia


ROMA.Disinnescata la mina dei «parlamentini interregionali», nella maggioranza continua il braccio di ferro tra Fini e Berlusconi sulla fase 2 del governo. Con buona pace per il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, secondo il quale la verifica nella Cdl «non è lontana da una conclusione positiva», in serata Mario Landolfi fa capire che le questioni ancora aperte sono parecchie. «Siamo lieti dell'ottimismo di Sandro Bondi e ci piacerebbe condividerlo. Non possiamo farlo, perché - taglia corto il portavoce di An - non sappiamo su cosa si basa». Una vera doccia fredda per il premier, che negli ultimi giorni ha giocato un ruolo di primo piano nella trattativa con Fini e Follini e ieri, non appena rientrato a Roma, ha dovuto prendere atto che le fibrillazioni nella Casa delle libertà non sono affatto cessate.
Il problema, assicurano i colonnelli di Fini (che avrebbe rifiutato il ministero della Attività produttive, la presidenza del Cipe e un ministero «per lo sviluppo»), non è quello delle poltrone ma la politica economica del governo per i prossimi anni. «La verifica di governo deve riguardare il Documento di programmazione econmomica e finanziaria e quindi la compatibilità economica e sociale delle manovre finanziarie dei prossimi tre anni» spiega il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno. «Con lo spirito di comunità la verifica in tre giorni finisce» aggiunge il coordinatore di An, Ignazio La Russa. Ma intanto An cerca di cambiare anche la controversa riforma delle pensioni.
Ma a far discutere non è solo la verifica e il riequilibrio delle poltrone nel governo. Oggi al Senato andrà in votazione la devolution e Pierferdinando Casini sottolinea la «necessità» di non andare avanti sulle riforme a colpi di maggioranza. «Il compromesso, soprattutto per i punti unificanti e i minimi comuni denominatori nelle grandi visioni della società - dice il presidente della Camera - è assolutamente inevitabile». La maggioranza accoglierà l'appello? Nell'attesa di conoscere la risposta, Bossi pensa ai suoi elettori e canta vittoria: «Il voto di domani (oggi n.d.r.) è un enorme successo della Lega. Un successo epocale contro il centralismo dei palazzi romani che stanno anche al di là del Tevere». Le parole del senatùr si aggiungono a quelle di Roberto Calderoli che definisce «comiche» le dichiarazioni del «secessionista» cardinale Camillo Ruini.

Gabriele Rizzardi