Il 250º anniversario della nascita di Vincenzo Monti

PAVIA.L'Università e la Biblioteca Universitaria celebrano il 250º anniversario della nascita di Vincenzo Monti (che nell'ateneo pavese insegnò, presso la facoltà di Giurisprudenza, Eloquenza italiana e latina dal 1802 al 1804) con la presentazione del volume 'Lezioni di eloquenza e Prolusioni accademiche", edito da Clueb di Bologna, introduzione e commento di Duccio Tongiorni, testi e note critiche di Luca Frassineti. La presentazione avviene oggi alle 17,15 nel Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria. Intervengono Emilio Gabba, Gianni Francioni e Arnaldo Bruni con i curatori del volume.
Il volume raccoglie i testi delle lezioni e delle prolusioni tenute da Monti a Pavia. Grazie al lavoro di Tongiorgi e di Frassineti, il testo e gli appunti delle lezioni pavesi, prima d'ora stampati con le censure imposte dalla figlia dell'autore, Costanza Monti, e da Paride Zajotti, vedono per la prima volta la luce nella loro integrità, permettendo finalmente di fare chiarezza sulla riflessione poetica dello scrittore e sulla sua posizione politica.
L'introduzione di Tongiorgi, che all'Università di Pavia e alla sua posizione nell'insegnamento tra Sette e Ottocento ha dedicato studi fondamentali, chiarisce la motivazioni politiche che avevano spinto Vincenzo Monti a iniziare con un certo ritardo le lezioni pavesi. Da subito però, a partire dalla prima lezione (marzo 1802), il letterato incontra l'entusiasmo degli studenti pavesi, che in lui vedono il massimo vate dell'Italia repubblicana: gli studenti affollano l'aula e, in mancanza di posti a sedere, «ascoltano dalle finestre».
Preparare le lezioni e vestire i panni dell'insegnante doveva costare molto a Monti, come si intuisce dalle lettere scritte da Pavia: «Io sconto a Pavia le dissipazioni di Milano, logorandomi giorno e notte il cervello a tavolino». Dai non pochi nemici gli fu poi imputata scarsa solerzia e puntualità nell'insegnamento, mentre voci diffuse ad arte per colpirlo esageravano la sua condotta svogliata, nonostante carisma e fama. Il prezioso commento di Frassineti mette anche in luce come alcune lezioni mostrino il recupero di interventi preparati per altre occasioni, ma a volta anche l'utilizzazione occulta di testi altrui.