In fin di vita il vescovo emerito Locatelli


VIGEVANO. Monsignor Giovanni Locatelli, vescovo emerito di Vigevano, è ricoverato all'ospedale di Bergamo in gravissime condizioni in seguito ad un ictus cerebrale che l'ha colpito giovedi scorso. Il presule, che ha 79 anni, è in coma ed i medici danno poche speranze. L'altro giorno l'attuale vescovo Claudio Baggini è accorso al suo capezzale e gli ha impartito l'estrema unzione.
In tutte le parrocchie della diocesi i fedeli sono stati invitati a pregare per la salute di monsigor Locatelli che è stato il 35º vescovo della diocesi vigevanese.
Nato a Rota d'Imagna (Bergamo) il 5 settembre 1924, monsignor Locatelli è stato ordinato sacerdote il 22 maggio del '48 ed eletto vescovo di Rimini nel febbraio del 1977. Dopo aver retto la diocesi della città adriatica per 11 anni, il 12 novembre del 1988 è stato trasferito a Vigevano, reggendo la diocesi lomellina fino al 18 marzo del 2000, quando rinunciò all'incarico per limiti di età.
Durante il suo episcopato, durato 11 anni, monsignor Locatelli ha tracciato un percorso spirituale, ma anche personale, che non sarà dimenticato. Oltre ad aver voluto il XVI sinodo a quarant'anni di distanza dal precedente, ha assunto posizini anche criticate, ma sempre aperte. Molte le opere, anche materiali, che ha lasciato in consegna al suo successore monsignor Claudio Baggini. In primo luogo i restauri del Duomo, sia quelli degli affreschi interni, sia quelli esterni che hanno riportato la facciata all'antica dignità. E poi la ristrutturazione del vecchio seminario di via Rocca Vecchia, trasformato in centro pastorale che porta il suo nome. E ancora il recupero dell'archivio della diocesi, soprattutto la parte legata alla vita di Juan Caramuel, il vescovo spagnolo che ha progettato la facciata del Duomo.
Aperto al mondo laico, il vescovo Locatelli ne è stato ricambiato. Con l'assegnazione alla sua persona della cittadinanza onoraria da parte di un'amministrazione di centrosinistra, primo ed unico caso nella storia cittadina. Era il giorno di Sant'Ambrogio del 1999. A consegnargli la pergamena con la scarpina d'oro era stato l'allora sindaco Valerio Bonecchi con questa mativazione: «Ha avuto il coraggio di guidare un'impresa non facile quale il Sinodo diocesano. E' stato un risultato importante perchè il frutto di questo lavoro ha dato spunti originali di confronto per tutta la società civile. Ma c'è anche una ragione civile alla base di questa decisione: monsignor Locatelli è stato uno dei pochi che ha creduto fin dall'inizio nella possibilità di restaurare la cattedrale e che ha perseguito questo risultato fino in fondo».
Monsignor Giovanni Locatelli verrà anche ricordato per essere stato il primo vescovo a scendere in piazza in occasione del Primo Maggio. Sul palco, con le rappresentanze sindacali il pastore della diocesi, nel 1999, aveva voluto schierarsi con i deboli. «Rifiutiamo i costumi che creano povertà ed emarginazione - aveva detto monsignor Locatelli - diventiamo 'ribelli" per amore».

Gastone Maniezzi