Oggi i funerali dell'operaia morta mentre lavorava alla Galbani

S.CRISTINA. Si svolgeranno, questa mattina alle 10, i funerali di Zulma Juana Mengoni, la dipendente della Galbani che ha perso la vita nel tragico incidente sul lavoro avvenuto giovedi scorso a Corteolona. Le esequie saranno celebrate nella chiesa parrocchiale di Corteolona mentre la salma della donna di origine argentina sarà tumulata nel cimitero di Monticelli Pavese. E' prevista una grande partecipazione di amici e colleghi: la donna, che aveva 48 anni, era molto conosciuta. Lavorava alla Galbani da diversi anni ma solo da qualche settimana aveva ottenuto un contratto a tempo indeterminato.
Intanto prosegue l'inchiesta per chiarire la dinamica precisa del tragico incidente sul lavoro. Un'inchiesta ostacolata soprattutto dalla totale assenza d testimoni: il corpo della donna argentina è stato infatti trovato più tardi da una collega. Ma era troppo tardi sia per salvarle la vita che per chiarire cosa era successo.
Il tragico incidente era avvenuto nel settore confezionamento. Il 'pallettizzatore" è una specie di pressa che cala sul nastro trasportatore formando i 'pallets", cubi di prodotto imballato che poi vengono spostati sui bancali di legno. Il personale si trova sulle passerelle sovrastanti il nastro ma ha anche la possibilità di scendere e di avvicinarsi. Cosa sia accaduto giovedi mattina è impossibile spiegarlo con precisione. L'operaia potrebbe essere scivolata oppure colta da un improvviso malore. E' comunque finita sotto la pressa che, purtroppo, ne ha provocato l'immediato decesso.
Sembra che il suo corpo, al momento del ritrovamento, fosse in posizione supina: un altro elemento fondamentale per lo svilgimento delle indagini.
La Galbani ha spiegato che il corpo è stato trovato in una zona di sicurezza alla quale non è possibile accedere in maniera accidentale.
I funerali di questa mattina metteranno quindi la parola fine su una tragedia che, per il momento, non ha ancora spiegazioni ufficiali. La tragica morte dell'operaia argentina ha lasciato il segno tra i dipendenti dello stabilimento Galbani di Corteolona dove, in passato, non si erano mai verificate tragedie di questo tipo. (a. a.).