In appello la truffa alla sanità lombarda

MILANO.E' cominciato ieri davanti alla prima corte d'appello di Milano il processo di secondo grado per la vicenda che a suo tempo fu definita la più grossa truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. A giudizio 178 medici di base accusati di corruzione per aver fatto prescrizioni di esami clinici da effettuarsi nella struttura sanitaria di Giuseppe Poggi Longostrevi, considerato l'ideatore della maxitruffa e morto suicida prima della conclusione del processo in tribunale.
Secondo il capo di imputazione, i medici per fare quelle prescrizioni avrebbero ricevuto somme di denaro e altri regali dallo stesso Poggi Longostrevi. Ieri, solo l'appello degli imputati è durato più di due ore, quindi la corte è entrata in camera di consiglio per esaminare alcuni difetti di notifica e la richiesta di una quindicina di imputati di godere dei 45 giorni di tempo previsti per decidere se fare istanza di patteggiamento o meno. L'ordinanza è arrivata dopo 4 ore. La corte ha valutato alcuni difetti di notifica invitando la cancelleria a sanarli e non ha accolto la richiesta dei 45 giorni per il patteggiamento, aggiornando la prossima udienza al 25 febbraio. In quella occasione sarà fatta la relazione, poi si valuteranno le richieste delle parti. In primo grado gli imputati erano stati condannati a pene da otto mesi a tre anni. I fatti risalgono al periodo tra il 1996 e il 1997, per cui sarebbero a rischio di prescrizione. Nella vicenda, il ministero della Salute e la Regione Lombardia si sono costituiti parte civile. La corte ha già preparato un programma di massima che prevede udienza sino all'8 aprile.