"Non smetterò di tradurre i libri di Montalban: ce ne sono ancora 40"
TORINO. «Spero che adesso che Manolo non c' è più voi vogliate continuare a leggere i suoi libri e io possa continuare a tradurli. Ci sono ancora 40 libri suoi da tradurre in italiano». Sono le parole commosse, piene di nostalgia di Hado Lyria, la storica traduttrice e amica di Manuel Vazquez Montalban che ieri ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour. «Una volta ero una bella ragazza - ha scherzato la poetessa catalana - e Manolo mi corteggiava, mi stava sempre appresso. Poi è nata un'amicizia durata 50 anni, solida e sincera».
«Ci univano - ha raccontato - l'amore per autori come Sartre, Lorca, Borges e altri, ma anche le nostre infanzie. Suo padre e mio padre erano stati perseguitati e anche condannati a morte, il suo per antifranchismo, il mio perchè ebreo. C'era tra noi la grande complicità della Rambla di Santamonica, avevamo frequentato insieme la Scuola di giornalismo e insieme preparato gli esami». Hado Lyria (pseudonimo di Myriam Sumbulovic) ha tradotto 40 romanzi di Montalban, da «Quartetto»,pubblicato nel 1990 da Marcos y Marcos, a «Happy End» edito da Frassinelli l'anno scorso. «Quando ho letto 'Il pianista" - ha ricordato la scrittrice spagnola - me ne sono innamorata e ho chiesto a Manolo se potevo tradurlo in italiano. Poi è stato letto da Sciascia che lo ha lanciato sul mercato italiano che non lo ha più abbandonato». Lyria ha poi affettuosamente ricordato di aver passato a Montalban l'amore per Pavese e per Gramsci. «Quando venni in Italia conobbi Pavese e Gramsci e li presentai a Montalban che subito, come sempre, me li rubò, nel senso che prendeva da me tutto ciò che gli piaceva. Un giorno, quando fini in carcere per antifranchismo, si mise pure ad insegnare il pensiero di Grasmci ai detenuti, ma per fortuna, in quel momento, gli spagnoli non capirono le idee di qual grande uomo politico italiano e non accusarono Montalban di attività sovversiva. In quegli anni bui moltissimi libri erano proibiti e io e Manolo andavamo in giro per mercati e bettole a cercare di acquistarli. Ricordo un giorno che Manolo mi portò da un contrabbandiere di armi che sotto le armi custodiva un sacco di libri proibiti. Noi ne comprammo un bel po'». Circa l' amore per Borges, Lyria ha detto che Montalban «aveva per lui un odio-amore, forse voleva, in cuor suo, diventare grande come Borges. Quando cominciai a tradurlo, lui un po' se la prese e mi disse che se volevo potevo smettere di tradurre i suoi libri adesso che ero cosi impegnata con Borges». Consegnandole il Premio Grinzane, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino ha ricordato il suo amore per i romanzi di Montalban. «Ai tanti ragazzi che vedo qui - ha detto il sindaco - consiglio di leggere, se non lo hanno già fatto, 'Il pianista". Io ho cominciato con quel libro e poi non ho più lasciato la lettura dei suoi libri. Comunque me ne restano ancora tanti da leggere».