L'ambasciatore israeliano a Stoccolma distrugge opera d'arte su kamikaze

STOCCOLMA.Un incidente artistico-diplomatico ha provocato la convocazione al ministero degli esteri di Stoccolma dell'ambasciatore israeliano in Svezia, Zvi Mazel, dopo che ieri sera lo stesso Mazel era stato espulso dal museo storico della capitale per aver danneggiato l'opera di una coppia di artisti, un israeliano ed una svedese, considerandola 'una mostruosità intollerabile". Mazel sarà ricevuto oggi al ministero degli Esteri, per ascoltare la condanna - ha detto la portavoce del ministero, Anna Larsson - del suo gesto giudicato 'totalmente inaccettabile".
L'opera, esposta nel cortile del museo, consiste in una vasca piena di acqua rossa (che rappresenta il sangue) sulla quale galleggia una barca bianca, con la fotografia di Hanadi Jaradat, la kamikaze che si è fatta esplodere il 20 ottobre a Haifa, provocando la morte di 21 israeliani. Dal titolo 'Biancaneve e la follia della verità", l'opera fa parte di una mostra collettiva organizzata in margine a una conferenza contro il genocidio, che si svolgerà a Stoccolma.
L'ambasciatore israeliano era tra gli invitati all'inaugurazione della mostra: 'Ero curioso di vedere quello che avevano fatto gli artisti - ha dichiarato all'agenzia svedese TT dopo l'incidente - ma mi sono trovato davanti al ritratto sorridente dell'autrice di un attentato che ha ucciso 21 persone. Per me è intollerabile. E' un insulto alle vittime, non potevo rimanere insensibile". La reazione è stata immediata: l'ambasciatore ha strappato i fili per l'illuminazione dell'opera, e ha gettato in acqua una lampada, creando un corto circuito.
Il gesto dell'ambasciatore ha avuto l'immediato appoggio del governo: un portavoce a Gerusalemme ha condannato il governo svedese che 'si era impegnato a non collegare la conferenza sul genocidio al conflitto in Medio Oriente".