Il caro-bus nel mirino dei consumatori
VOGHERA. Dopo aver sollevato le proteste degli utenti, gli aumenti delle tariffe degli autobus finiscono nel mirino della Federconsumatori. Che allarga il tema e finisce per chiamare in causa la commissione di controllo dei prezzi istitutita dal Comune: «E' al lavoro da mesi - commenta il segretario di Federconsumatori Mario Spadini - e ancora non sembra aver prodoto alcunché».
Gli aumenti sui bus urbani sono scattati dal primo gennaio, autorizzati con una delibera del Comune del 23 dicembre, e hanno già sollevato un mare di proteste da parte degli utenti. In primo luogo dei genitori dei ragazzi che studiano a Voghera ma non sono residenti in città. Nel loro caso l'abbonamento mensile è passato da 15 a 23 euro: troppo, secondo le decine di e-mail di protesta arrivate in redazione, che sottolinenano come un aumento attorno al 40 per cento sia del tutto fuori linea rispetto ai dati sull'inflazione programmata.
A prendere posizione, ora, è la Federconsumatori che ha raccolto le proteste ed elaborato i dati scoprendo che a Voghera l'inflazione è corre. Anzi, galoppa.
«Le nostre rilevazioni - spiega una nota di Fedreconsumatori - danno per lo scorso mese di dicembre un indice inflattivo a Voghera del 2.9 per cento. Indice che supera di ben 0.4 punti percentuali la rilevazione nazionale. In questo contesto le nuove tariffe dei trasporti pubblici costeranno uno 0.75 per cento in più. Ovviamente non concordiamo con questi aumenti e siamo convinti che i vogheresi non debbano essere trattati in questo modo. E invitiamo l'amministrazione a riflettere sui dati sperando che la commissione prezzi si accorga di quello che sta succedendo».
Questo è il secondo punto sottolineato da Fedreconsumatori: «Il Comune, da tempo, ha istituito una commissione per il controllo e la verifica dei prezzi. Dopo un lavoro di molti mesi la commissione non sembra aver prodotto alcunché: in altre parole non si vedono i benefici del suo operato. L'obiettivo dichiarato ai tempi dell'istituzione, se non ricordiamo male, era quello di indagare sugli aumenti e di intervenire, in tutti i modi consentiti, per indurre tutti i soggetti a comportamenti non dannosi per i consumatori. L'amministrazione, ad oggi, pare poco incline a seguire i principi ispiratori di quella commissione».