Arriva Manera e la comicità intelligente
VIGEVANO. Il gran successo televisivo di Zelig ha dato una mano a molti artisti che da tempo, prima di entrare nella 'banda Bisio", giravano teatri e locali in cerca di successo. A tutti è stato concesso un quarto d'ora di esposizione mediatica dal quale ricavare il massimo risultato possibile. I più bravi e i più ispirati, quelli che avevano qualcosa da dire anche prima di andare in tv, hanno capitalizzato l'attimo fuggente di popolarità preparando uno spettacolo teatrale da portare in tournèe.
Leonardo Manera fa parte di questo gruppo. Gli interventi che propone sul palco televisivo sono solo uno strumento per far ridere in fretta l'onnivoro pubblico casalingo. Il resto del bagaglio accumulato in tanti anni di carriera lo tiene da parte per gli ammiratori che la sera escono di casa, fanno la fila, acquistano il biglietto, si siedono in poltrona e aspettano di vederlo cantare, suonare e recitare dal vivo. E, alla fine, applaudono soddisfatti. Perché Manera è un artista ricco di qualità e di talento, che da cabarettista sta diventando sempre più attore a tutto tondo. Come si potrà verificare con il suo ultimo spettacolo, 'Aspetto e spero". Di lui piace soprattutto - nel suo modo di interpretare monologhi e personaggi - quella malinconia di fondo con cui, unitamente all'ironia del racconto, distilla profonde perle di vita in contesti che escludono, almeno teoricamente, ogni tentazione di essere impegnativi.
In una scenografia scintillante, con un tendone che richiama il circo, il timido-aggressivo esponente della scuola milanese, più votato di tanti suoi colleghi alla costruzione di battute e sketch geniali nel loro varcare ampiamente la soglia che divide intelligenza e banalità, scivolando via leggero tra freddure e riflessioni comico-amare alternerà momenti autobiografici ad altri di vero e proprio varietà, dove emerge una galleria di figure surreali e decadenti, personaggi trasognati ed 'immancabilmente sfigati col mammifero donna": molte sfumature psicologiche, quindi, rese non tanto con il linguaggio gesticolante del cabarettista, quanto con una recitazione teatrale, più atteggiata e intenzionale.
Tra spicchi di poesia comica che ricordano le folli composizioni 'bonsai" del miglior Iacchetti e una serie di barzellette decisamente deliranti, paradossi, dubbi, problemi sentimentali, stoccate ai politici (da Berlusconi a Rutelli), questioni sociali (dalle pensioni alla 'new economy") e nevrosi quotidiane, lo spettacolo svilupperà un 'tourbillon" di versi, situazioni tragicomiche, anticipazioni delle sedute di ipnosi che saranno presenti nella nuova serie di Zelig, colpi di scena ad alta tensione, canzonette, storie familiari e 'sparate", anche velenose, che, nonostante la faccia pulita da bambino prodigio, diventeranno con il passare dei minuti sempre più spassose e piccanti.
E 'fluoro", il tormentone televisivo di Manera? Praticamente sparito, soffocato da ben altre, e più urgenti, importanti, intuizioni. A conferma che 'la forza della comicità è che si può parlare con leggerezza anche di cose veramente serie". Permettendo riflessioni ponderate più che con tanti discorsi apparentemente profondi.
ASPETTO E SPERO di e con Leonardo Manera; regia di Paola Galassi. Oggi (ore 21) al Cagnoni di Vigevano.