Perché ho bocciato Beccaria

Un Assessorato al centro di polemiche ingiustificate: cosi inizia la risposta dell'assessore Beccaria alle puntuali critiche che ho fatto al suo operato di assessore del Comune di Voghera e ai Servizi sociali. La necessità di liquidare come «ingiustificate» le critiche non mi sorprende perché fa parte della legittima difesa.
Ma proprio perché non ha ragione di ritenere che l'attacco sia personale, non deve stupirsi se ho chiesto in consiglio comunale, in una delle ultime sedute, che lasci il posto ad altri. Esercitando il ruolo di oppositore alla maggioranza, ma in genere sempre quando esistono motivi (atteggiamenti di scarsa incisività, omissione di decisioni conseguenti o decisioni non confortate dalle determinazioni assunte), non ho esitato a chiedere (laddove le carenze apparivano evidenti) che gli amministratori andassero a casa.
Ho fatto cosi con l'ex presidente dell'Asm ed ho sempre sottolineato carenze e incompatibilità quando, a mio avviso, esistevano le motivazioni. E molte volte ho avuto ragione nei fatti, anche quando non ho voluto ricorrere agli organi di giustizia (non è mio costume), evitando che certe situazioni divenissero esasperate lasciando alla sensibilità dei singoli le decisioni conseguenti. Le denunce, per mia abitudine politica, prima che sulla stampa o in altro luogo, le ho sempre fatte in consiglio comunale che è la sede del dibattito politico.
Invece di occuparmi con la mentalità del funzionario o del «burocrate» dei problemi del «sociale», preferisco, come consigliere comunale (è il ruolo che mi compete), affrontarli nelle sedi opportune. Ho scelto è vero come professione una attività impegnativa, non so se importante, ma certo per me di grande soddisfazione personale e professionale.
Sono però presente, malgrado gli impegni di lavoro, a Voghera ed in consiglio comunale, rispettando il mandato conferitomi da molti elettori, e dibatto, come del resto è naturale in quella sede, i problemi dell'o.d.g. cercando di proporre, non di dare solo un «taglio» polemico alle carenze rilevate, e non mancando di segnalare anche i pochi aspetti positivi che avverto.
Non faccio parte di commissioni, se non la conferenza dei capigruppo, perché i problemi della città più o meno li conosco e comunque nell'ambito del mio gruppo chi ci rappresenta, riferisce e dibatte sia in partito che in gruppo. Un partito, il nostro - «Alleanza Popolare» «Udeur» - con sede aperta tutte le sere dove ci confrontiamo con i cittadini che ci vengono a trovare e quindi anche l'incontro quotidiano è una palestra dove i problemi cittadini si dibattono e dove si impostano le eventuali soluzioni. Una abitudine che ho sempre mantenuto in tanti anni di attività politica proprio perché questa era la tradizione della Dc, forse da qualcuno oggi un po' accantonata.
Vorrei inoltre ricordare che non ho mai corso dietro i carri vincenti o le «mode» del momento. Le strategie di potere non mi appassionano particolarmente anche perché non ho mai dimenticato che la politica è soprattutto un servizio e d'altra parte la coerenza ha un suo prezzo.
A Beccaria vorrei osservare inoltre che un assessore non può limitarsi a dire che le carenze sono di altri. La commissione consiliare che esprima pareri e formula proposte è ovviamente convocata dal suo presidente, è altrettanto vero però che chi porta in giunta la delibera o porta all'attenzione del consiglio le risultanze della commissione, è l'assessore.
E nel caso della casa di riposo c'era bisogno di indirizzi e di consigli anche da parte di chi in giunta era delegato alla partita. Per quanto attiene agli alloggi sfitti (ben 13) e con tutta la richiesta esistente, l'assessore dice: «Se vi sono stati ritardi nelle operazioni di messa a norma degli alloggi non sono certo imputabili all'assessorato». E allora se ci sono ritardi nelle alienazioni degli alloggi o nella messa a norma, perché l'assessore presenta con sicurezza la sua proposta di riconferma della gestione all'Aler? Anche un assessore «burocrate» dovrebbe non limitarsi a proporre solo il rinnovo della gestione, ma dare una risposta amministrativa alle carenze e magari... anche risposte politiche.
Meno presenza ma più incisività. Non basta sentire la gente se poi non si risolvono i problemi. Mi pare tutto sommato che manchi a Beccaria quell'entusiasmo di una volta, quando trovava spunti di positività persino nelle discariche nel territorio del Comune di cui era sindaco, aprendo la strada alla compensazione ambientale, con cui realizzava una serie di opere pubbliche importanti e rappresentative per il suo paese. Si dice un «periferico», dimenticando il suo passato di dirigente degli amministratori locali della Dc, ostentando modestia da «burocrate», per trovare altri responsabili alle carenze che la sua delega registra: per questo le sue osservazioni sono respinte al mittente. Siamo invece fiduciosi che, con un po' meno di supponenza, il suo lavoro lo svolga con maggiore entusiasmo e apprezzamento da parte degli altri e, scusi se è poco, almeno da parte dei «suoi»...
Paolo Affronticonsigliere comunale Voghera