Morta in fabbrica, il giallo della dinamica

CORTEOLONA. Verrà effettuata questa mattina, all'Istituto di medicina legale di Pavia, l'autopsia sul corpo di Zulma Juana Mengoni, l'operaia di 48 anni morta in seguito a un incidente sul lavoro alla «Galbani» di Corteolona. Secondo una prima ricostruzione, e comunque in attesa dell'esito delle indagini, la donna sarebbe deceduta a causa delle lesioni provocate da un impianto di pallettizzazione. In sostanza il suo corpo sarebbe stato schiacciato sotto una sorta di «pressa». I colleghi, sconvolti dal dolore, non sanno spiegarsi come sia potuto accadere un evento simile.
L'esame autoptico stabilirà le cause esatte del decesso e servirà a portare un elemento di chiarezza. All'incidente, verificatosi giovedi mattina poco dopo le 9, non ha assistito nessuno. Il corpo ormai senza vita è stato trovato da una collega. Zulma Juana Mengoni, originaria dell'Argentina, era un'operatrice del settore confezionamento.
In questo reparto la merce scorre su un nastro trasportatore. Il «pallettizzatore» è, in buona sostanza, una specie di pressa che cala sul nastro trasportatore formando i «pallets», cubi di prodotto imballato che poi vengono spostati sui bancali di legno. Il personale si trova su passerelle sovrastanti il nastro, ma, in occasione di intoppi, ha la possibilità di scendere e avvicinarsi al nastro, ovviamente con le opportune cautele. Cosa sia accaduto l'altra mattina non è possibile saperlo. Forse l'operaia è in qualche modo scivolata o è stata colta da malore. E' comunque finita sotto la pressa (tecnicamente si chiama 'discensore") che ne ha provocato il decesso. Pare che il suo corpo, al momento del ritrovamento, fosse in posizione supina: un altro elemento del quale gli inquirenti dovranno tenere conto nel ricostruire le fasi dell'incidente. Ieri pomeriggio l'ufficio stampa della «Galbani» ha ribadito quanto era già stato detto in un primo comunicato stampa. E cioè che la dinamica non è ancora chiara e che, comunque, il corpo è stato trovato in una zona di sicurezza, alla quale non è possibile accedere in maniera accidentale. La stessa ditta ha garantito la massima collaborazione con l'autorità giudiziaria pavese che si sta occupando dell'incidente mortale.
Ieri mattina, alle 9.30, tutto lo stabilimento si è fermato per dieci minuti in segno di lutto. Lavoratori ed esponenti delle organizzazioni sindacali si sono radunati nel luogo in cui è accaduto l'incidente, un'area sottoposta a sequestro da parte dei carabinieri per le eventuali verifiche tecniche che la Procura della Repubblica vorrà disporre. Luigi Marozzi, segretario generale della Flai Cgil, ha preso parte alla piccola cerimonia: «Ho trovato dei lavoratori ancora sgomenti e increduli per quanto accaduto. Il commento più ricorrente era: 'non riusciamo a capire come sia successo". Chiederemo un incontro con i vertici dell'azienda nella speranza che siano in grado di saperne di più. Azienda nella quale, comunque, la percentuale di infortuni non ha mai destato preoccupazione».