Sanremo: arriva il regista degli Oscar
ROMA.Anche Gwyneth Paltrow e Nicole Kidman potrebbero salire sul palco dell'Ariston: secondo indiscrezioni, sarebbero in corso trattative per portare le due star del cinema al festival di Sanremo. Intanto, George Clooney sembra sia sul punto di firmare il contratto per co-condurre una delle cinque serate insieme a Simona Ventura. E Tony Renis porta a Sanremo anche Louis J. Horvitz, da sette anni regista degli Oscar, che sarà il creative consultant del festival. Apprezzato regista di eventi televisivi internazionali con 3 Emmy Awards vinti e 10 nomination, oltre alle 11 candidature ottenute al DGA Awards (premio dell'associazione dei registi Usa). Da anni è il regista della notte degli Oscar con una platea televisiva di oltre un miliardo di spettatori. Evento che Horvitz conduce come «un'ammaliante danza tecnologica in cui si susseguono, senza pausa, emozioni e grande intrattenimento», secondo quanto scritto dai critici del magazine Variety. Un lavoro che quest'anno precederà di soli due giorni il Festival (con partenza immediata di Horvitz per Sanremo al termine dello show Usa).
E, sempre per fare grandi nomi, bisogna citare Stevie Wonder, Michael Jackson, Prince, Madonna, Robbie Williams: sono solo alcuni delle star che ruotano intorno a Luca Tomassini, coreografo, e Michele Fischietti, tecnico della voce, chiamati da Tony Renis per preparare le performance dei 22 concorrenti del Festival di Sanremo. Il direttore artistico vuole infatti che ogni brano abbia la sua atmosfera. Entrambi hanno lavorato a lungo in America e in questi giorni sono al Cet di Mogol per impartire consigli e suggerimenti agli artisti, giovani e non, in gara. «Tony è un vecchio amico di mio padre - dice Tomassini, che vive a Los Angeles, come il direttore artistico del Festival - Mi trovo di fronte a un personaggio storico come Mogol. Coi ragazzi abbiamo ascoltato i pezzi, parlato di musica, a Sanremo non era mai successo». Il suo ruolo non è tanto creare dei balletti ma delle atmosfere, attraverso movimenti coreografici, luci e sfondi. I concorrenti? «Il livello è molto alto - risponde Tomassini, che ha lavorato in tv con Carrà, Ferilli e Fiorello, e ha curato le coreografie del tour di Baglioni - Alcuni brani sono fortissimi, cosa rara al Festival». Problemi con Pappalardo? «Assolutamente no». Grazie a Michele Fischietti, Simona Ventura non perde più la voce e «magari dopo Sanremo verrà anche a imparare a cantare», dice uno degli tanti allievi di Seth Riggs, inventore del metodo «SLS» usato da Ray Charles, Wonder, Jackson, Bolton e Natalie Cole.