Esaminate seicento opere del Fondo Bendiscioli
PAVIA.Dai tirocini didattici ai nuovi criteri metodologici applicati alle tesi. E' il tema della tesi di laurea triennale in Scienze dei beni culturali di Laura Bernini. Il lavoro è la prima tappa di un percorso più ampio e più completo. E' consistito nell'esame di 600 opere su 6000 che costituiscono il fondo donato dal prof. Mario Bendiscioli, che è conservato alla Biblioteca interdisciplinare unificata 'Plinio Fraccaro". La tesi di Laura Bernini è nata come attività di tirocinio didattico previsto dalla riforma universitaria come momento formativo obbligatorio per il conseguimento della laurea triennale. Relatore è stato il prof. Gabriele Weston, del Dipartimento di Scienze storiche e geografiche 'C.M. Cipolla". Bendiscioli, bresciano, fu docente via di storia moderna a Pavia. Alla Fondazione civica bresciana ha donato il proprio fondo archivistico. Il Fondo comprende le unità bibliografiche a lui appartenute (fascicoli, opuscoli, volumi, collane, periodici). Bendiscioli, ghisleriano, ha avuto un ruolo importante nel panorama cultura italiano e internazionale del Novecento. Era nato nel 1903 ed è morto nel 1998.
Il metodo seguito dalla tesista: riordino e descrizione analitica di ogni singolo testo e di ogni singola pagina. Infatti sia sulle pagine che all'interno dei volumi è conservata una massa di materiale consistente ed eterogenea (appunti del docente, riferimenti a scritti propri e di altri) in forma di un vero e proprio ipertesto. Un esempio è un'altra tesi di laurea dal titolo 'L'interfccia amichevole per la Biblioteca", dove si individuano nuovi ruoli e nuove funzioni dell'ente biblioteca, prevedendo un punto di contatto tra cittadino ed ente pubblico. Ma sono solo alcuni esempi. Si potrebbe citarne molti altri, nel settore dei beni culturali ma anche in molti altri campi.
«Il lavoro conferma la bontà della nuova impostazione dei lavori di tesi per le lauree triennali che nella maggior parte dei casi sono l'esito dei tirocini didattici. Si va nella direzione di rendere utili e facilmente fruibili i lavori avviati in sede di tirocinio». Chi parla è Renata Crotti, che insegna nel corso di laurea in Scienze dei beni culturali ed è componente della commissione di laurea durante la quale si sono discusse le due tesi citate.