Belgioioso vola ancora
BELGIOIOSO. Lui non ha mai rinunciato alla serie A e continua a pensarci anche adesso che la sua squadra fatica a salvarsi in B1: Vittorio Pacchiarotti, patron della Gcs, rilancia e non si tira indietro. Se ci saranno le condizioni adeguate, lui è pronto anche a comprare un diritto di serie A2 e portarlo a Pavia per offrire al pubblico pavese l'alternanza domenicale al palaRavizza con il basket dell'Edimes. Boutade? Lo dirà il tempo. Pacchiarotti, intanto, si muove già: ha blindato per quanto possibile il suo «vate» Luciano Pedullà, che avrebbe quasi convinto ad accettare un'eventuale panchina nell'altrettanto eventuale team di serie A2 a Pavia. Pacchiarotti ipotizza un approdo ragionato, non clamoroso, possibilmente in sinergia, senza dubbio in buon e proficuo vicinato, con le altre realtà del capoluogo: tenendo aperta la porta pure a Villanterio, nel caso si potesse fare qualcosa insieme. E se non sarà subito serie A2, farà una B1 giovane e forte per salire entro un anno.
«Il torneo di Natale, le cene con personaggi del calibro di Pedullà, Bosetti, Giannetti, Pieragnoli, mi hanno schiuso prospettive ancor più interessanti di quanto avevo fin li intravist - illustra i suoi pensieri Pacchiarotti - Non abbiamo fretta, ma non nascondo che, se ci saranno le condizioni, potremmo pensare di allestire una squadra di A2 a Pavia già per la prossima stagione». E le condizioni giuste quali possono essere? «E' prematuro entrare già nei dettagli. Senz'altro, però, un progetto di questo genere non può prescindere dall'aiuto dell'amministrazione comunale, da collaborazioni efficaci e reciprocamente proficue con le realtà di Pavia. Prima fra tutte il Cus, cui non vorremmo certo fare ombra, ma anzi vorremmo coinvolto nel progetto. E con qualche dirigente del Cus ho già parlato in via informale trovando disponibilità». Pacchiarotti era al palaRavizza domenica per tornare a vedere basket dopo tanti anni e, soprattutto, per farsi un'idea. «Un'altra condizione importante, è stringere buoni rapporti con il basket, non creare concorrenza, ma collaborazione in ogni settore, dalla gestione impiantistica, alla riduzione dei costi, laddove possibile anche a iniziative comuni». Pacchiarotti prova a sbilanciarsi dopo aver visto tanta gente sugli spalti di Edimes-Carife Ferrara. «Credo che con un progetto ben strutturato, si possa offrire uno spettacolo interessante a Pavia, alle famiglie al palasport la domenica in cui il basket è in trasferta». Nelle condizioni c'è pure l'adesione al progetto di Luciano Pedullà: «Luciano è una scelta per noi imprescindibile, i nostri progetti futuri sono in gran parte anche i suoi progetti, non solo legati ad un discorso di prima squadra». E Pedullà parrebbe non poco interessato a questa prospettiva, anche in questo momento particolare in cui aumentano le voci di un suo approdo in nazionale maggiore o sulla panchina di un club di serie A1. E se non ci saranno le condizioni per portare subito la serie A2 a Pavia? «Nessun problema. Il nostro progetto su Belgioioso c'è e continua: faremmo una B1 con una squadra ancora più giovane, tutta costruita da Pedullà per salire in A2».
Fabio Babetto