«Quel dosso non era pericoloso»

PAVIA.«Il dosso era stato costruito secondo le norme del codice, anche se formalmente non si poteva definire tale». Dopo la notizia dell'avvio di una causa civile intentata contro il Comune da parte della famiglia di Stelvio Mariani (morto in viale Cremona, secondo l'avvocato Massimo Marmonti proprio a causa di quel dosso), arriva la replica del Mezzabarba.
«In effetti non si trattava di un dosso, ma di un passaggio pedonale in rilievo - spiegano i tecnici del Comune - come ce ne sono tanti in tutta Italia. Ma proprio per garantire la sicurezza non solo dei pedoni, e li di incidenti gravi ce n'erano stati, ma anche degli automobilisti e dei motociclisti, avevamo rispettato alla lettera le tipologie costruttive indicate dal nuovo Codice della Strada». Insomma, altezza, lunghezza, materiali e colori sarebbero stati a norma. «L'incidente in cui purtroppo ha persona la vita quel giovane è stata una fatalità». Anche l'assessore alla Mobilità, Fabio Zucca, ha ribadito questo concetto: «Per quello che so e che mi hanno detto gli uffici, quel passaggio pedonale rialzato venne realizzato secondo le norme di legge. Ma, al di là di questo, e rispettando la scelta della famiglia del giovane di citare il Comune, voglio ricordare che tale passaggio rialzato venne deciso per un motivo estremamente semplice: garantire maggiore sicurezza in viale Cremona, strada di forte traffico e teatro, più di una volta, di seri incidenti stradali, anche mortali. Rischiamo dunque di essere chiamati a rispondere davanti al giudice soltanto per aver cercato di porre rimedio alle morti sulla strada. Tant'è che il dosso fu rimosso non perché fosse pericoloso, ma per la rumorosità che provocava al passare dei mezzi pesanti, in particolare i camion con rimorchio». (f. ma.)